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Relazione del Presidente di Giuria, Guido Clericetti, a Scarpetta d’Oro 2018

Scarpetta d’Oro “COLPO DI TACCO”

Edizione nr. 23

Eccoci di nuovo all’ormai consueto appuntamento con il nostro Premio, arrivato quest’anno alla sua ventitreesima edizione.

Come è ormai ben noto il Concorso internazionale di illustrazione per l’infanzia Scarpetta d’Oro è un progetto didattico-culturale sostenuto dall’ ACRiB-Sezione calzature di Confindustria Venezia, in collaborazione con il Consorzio Maestri Calzaturieri del Brenta e il Politecnico Calzaturiero, che ormai da anni si conferma una geniale proposta educativa, ideata per avvicinare le nuove generazioni al contesto in cui vivono e per mantenere vive le tradizioni del territorio.

Per fare brevemente la storia di questo Premio, unico nel suo genere, possiamo ricordare che è nato nel 1995 per iniziativa di alcuni insegnanti di Vigonovo che, vivendo in un paese dove l’arte calzaturiera si respira nell’aria, hanno pensato di invitare degli illustratori di libri per ragazzi ad affrontare il tema delle calzature. Già l’anno dopo l’idea si è arricchita dell’invito ai ragazzi delle scuole elementari e medie della zona di scrivere una storia prendendo spunto proprio dall’illustrazione vincitrice del Concorso di quell’anno. Un doppio Premio quindi, uno per le illustrazioni e uno per le storie, che si è subito imposto per la sua originalità, grazie all’impegno dell’Acrib – Maestri Calzaturieri del Brenta che vi ha subito creduto, assumendosene l’onere e poi anche la responsabilità organizzativa.

Per questa ventitreesima edizione, datata 2018, è da rilevare un dato significativo che ribadisce la vitalità dell’iniziativa: il cospicuo numero di concorrenti che hanno partecipato con le loro opere al Concorso, ben 120 da tutt’Italia e anche dall’estero, con lavori spesso di altissimo livello. Una risposta che avvalora la scelta del titolo indicato per questa edizione, Colpo di tacco, ma che è anche il risultato sia di un’efficiente promozione da parte della Segreteria Organizzativa del Premio, sia della notorietà raggiunta dal Premio.

Tutt’altro che semplice, quindi, il lavoro della Giuria per la selezione delle opere da premiare, da segnalare e da scegliere fra le tante pervenute, considerando che soltanto le 30 migliori illustrazioni saranno presentate al pubblico e alle scolaresche il prossimo sabato 24 novembre nella Mostra che si terrà presso il palazzetto dello sport “Palarcobaleno” di Fossò in occasione della Premiazione e consegna diplomi, e esposta prima nella sede del Politecnico Calzaturiero.

È il caso quindi di offrire a quanti sono interessati un dettagliato consuntivo degli autori che, secondo la Giuria, hanno interpretato con più efficacia e creatività il tema di quest’anno. Come sempre tutte le opere sono state esaminate senza conoscere l’identità degli artefici ed è quindi solo valutandone la corrispondenza al tema, le qualità tecniche e artistiche, l’originalità e la potenzialità narrativa che gli 8 Giurati sono giunti alle decisioni finali, non senza qualche misurato contrasto. Il breve commento per ognuna delle 30 illustrazioni qui evidenziate puntualizza i criteri e le considerazioni con cui la Giuria le ha premiate, menzionate e segnalate.

PREMIATI

PRIMO PREMIO: assegnato all’unanimità a LUCIA SCOLA (di Cattolica – RM, ma vive e lavora a Gabicce Mare – PU) per la sua allegra e spiritosa tavola “Colpo di …genio” che, con estrema aderenza al tema, illustra in chiave calcistica -quasi da moviola (o VAR come in uso adesso) – il funambolico “colpo di tacco” di un gagliardo Ronaldo del bosco che, con imprevedibili e spettacolari rimbalzi, riesce a mandare il pallone in porta. La scena, che sicuramente piacerà molto ai tifosi, ha anche una sua delicata e sottile ironia, quasi suggerendo che il calcio è ormai onnipresente nel nostro quotidiano -e forse troppo- con tutti i suoi assillanti rituali, come il cartellino rosso che qui l’arbitro Gufo è pronto a sbandierare non solo per annullare il gol, ma anche per espellere il campione. La suggestiva ambientazione, gli accurati personaggi e lo svolgersi dell’azione offriranno certamente all’inventiva dei ragazzi ottimi spunti per immaginare vivacissime storie.

SECONDO PREMIO: assegnato a Michela Bertollo (di Bassano del Grappa – VI ma vive e lavora a Romano d’Ezzelino – VI) che mettendo al suo lavoro il titolo “At-tacco alla torta” si discosta decisamente dal riferimento calcistico e ci offre invece, in una luminosa e signorile ambientazione, una sintetica tragedia dietro le quinte del mondo della cucina. Raffinato il segno, delicati i colori, ben studiate le espressioni e forse anche la velata allusione che anche i cuochi, oggi tanto mitizzati da TV e pubblicità, sono anch’essi fallibili esseri umani.

TERZO PREMIO: assegnato a Luna Boselli (di Milano ma vive lavora ad Abbiategrasso – MI) che mette in scena una coppia un po’ rétro, che si esibisce in un ben coordinato balletto, così elegante e studiato che anche un imprevisto incidente come la perdita della testa diventa, grazie a un plateale coup de talon, un brillante e armonizzato passo di danza. L’atmosfera d’antan è sapientemente riproposta e inquadrata in un décor grafico neofuturista che si rifà spiritosamente allo stile di Depero e agli affiche di Cappiello.

PREMI SPECIALI

PREMIO FASCIA D’ETÀ FINO AI 6 ANNI: assegnato a Susy Zanella (di Occhiobello – RO) che con un’espressivamente stilizzata coppia di giraffe, a passeggio con la carrozzina dell’erede, propone un’intima interpretazione calcistica del titolo legata all’ambito famigliare, così abituale per i più piccoli. Tuttavia la cauta occhiata del papà alla consorte mentre con finta noncuranza calcia il pallone e l’equivalente sorniona indifferenza della mamma offrono una lettura che non può sfuggire agli adulti.

PREMIO PER L’INTERPRETAZIONE PIÙ ORIGINALE DEL TEMA: assegnato a Ciro D’Oriano (di Pozzuoli – NA) che con il suo “Syrian heel shot” affronta audacemente il tema proposto, legandolo all’attualità più tragica, con misurata leggerezza e fiduciosa speranza. Sullo sfondo di una probabile Damasco devastata dai bombardamenti una giovanissima ballerina, che indossa i colori della bandiera della Siria, danza sulle punte serenamente concentrata e contemporaneamente, con consapevole garbata imperturbabilità, calcia via un simbolico ma angoscioso ordigno di morte e distruzione.

PREMIO FONDAZIONE ESPOSITO: assegnato ad Aurora Ravasi (di Merate – LC) per la sua eccentrica tavola, intenzionalmente quasi monocromatica, “La giusta cottura” nella quale fissa la baldanzosa tranquillità con cui un indaffarato efficientissimo cuoco gestisce le urgenze dei suoi fornelli, esibendosi in quel classico colpo di tacco a richiudere lo sportello del forno in cui chiunque abbia un po’ di confidenza con la propria cucina non può non riconoscersi.

PREMIO PER LA SPERIMENTAZIONE DIGITALE: assegnato ad Athena Bassani (nata a Lecco, ma vive e lavora a Bologna) che, specializzata da autodidatta in illustrazione digitale, che amo per l’estrema flessibilità e il potenziale di sperimentazione, come dice lei stessa di sé nel suo curriculum, ha inviata al Concorso un’accurata quanto vivace illustrazione che ha intitolato “punta-tacco- punta-tacco!”. È un complesso e indiavolato passo di one-step o fox-trot, tutto giocato con una preziosa coerenza di caldi toni di colore, in cui una coppia di ballerini anni ’20 si sta esibendo sul palcoscenico per l’entusiasta pubblico dell’epoca.

PREMIO PER LA QUALITÀ TECNICA: assegnato a Daniela Miotti (di Padova) per la sua seducente illustrazione, validamente realizzata con i più fidati procedimenti tradizionali che infatti le hanno consentito di evocare con semplicità la magia di un’antica favola ancora da scrivere. Ecco infatti la bella principessa, delusa dall’ennesimo principe rospo, che si affida all’inserzione manuale d’un annuncio matrimoniale del tempo, conficcando il chiodo con un energico colpo di tacco dell’elegante scarpina mentre, serena, la sera cala sull’incantato paesaggio fiabesco.

PREMIO PER L’IMMAGINE UMORISTICA: assegnato a Maria Cesena (di Policoro – MT) che svolge il tema proposto con una vera e propria comic strip (che, dalla foto allegata al suo curriculum, potrebbe forse essere autobiografica). Di fatto la sua “A colpi di centimetro” è la divertente e ironica rassegna di vantaggi che un’accorta ragazza alta 1.60 può godere quando ha un fiducioso compagno alto 1.86: lui è un sicuro riparo dalla pioggia, dal sole ardente, dal vento… e a lei basta un colpo di tacco, o meglio di tacchi, per portarsi all’altezza giusta per un bacio.

MENZIONI

Come ogni anno all’elenco dei premiati segue quello, in ordine alfabetico, degli autori di illustrazioni che la Giuria ha ritenuto di segnalare con una Menzione d’Onore per il notevole insieme di qualità artistiche, tecniche e ideative con cui è stato interpretato il tema.

Lorella Alessandria (di Bra – CN) intitola la sua tavola “Diamo un calcio alla guerra: la pace vince Marte”. Un’esortazione importante affidata a un disegno lineare estremamente dettagliato e a una coloritura tenue, dove spiccano i bianchi e i leggeri tocchi di colori per la Pace, contrapposti all’accuratezza ferrigna dello scudo e dell’elmo della bellicosa divinità.

Vanessa Barbiero (di Monselice – PD) fa del colpo di tacco l’arma con cui “gli impavidi” protagonisti dell’ansiosa scena notturna affrontano l’inquietante presenza che potrebbe nascondersi nell’armadio. La padronanza nell’uso dei colori e la realistica descrizione della cameretta caricano la scena di un’apprensiva atmosfera intrepidamente affrontata dai due impauriti bambini.

Irene Guglielmi (di Bisceglie – BT) definisce “un magico colpo di tacco” lo straordinario fenomeno che rende straordinariamente luminose le scarpe dell’audace piccola esploratrice, ma è lo stesso suggestivo scenario del variegato bosco notturno ad allontanare in noi ogni apprensione per lei. Perché intuiamo già, grazie alla magia dell’illustrazione, che la bimba arriverà tranquilla e fiduciosa alla meta promessa dalla mappa che ha fra le mani.

Liliana Rita Pinducciu (di Telti- SS) ci racconta, con una risolutezza pari all’accurata serietà, la storia di una tenera coppia che potrebbe concludersi fra malinconia e rassegnazione: un colpo di tacco appende definitivamente al chiodo le scarpette da ballerina di lei, ora anziana e invalida, poco lontano dalle scarpette da calciatore di lui, ora anziano e cieco. Più sopra risaltano le esplicite immagini incorniciate del loro passato e per terra ciò che ne rimane, ma è l’affetto, l’unione, l’amore fra i due vecchi, così intelligentemente evocati dal realismo della rappresentazione e dalla coloritura ricercatamente spenta, bandisce la tristezza e invita ad augurare loro un avanzare dell’età sereno e condiviso, pieno di bei ricordi.

SELEZIONATI

Oltre alle opere premiate o segnalate con menzione, un buon numero di illustrazioni sono state giudicate meritevoli di essere inserite nella consueta esposizione e nel catalogo on-line di quest’anno. Anche qui i loro autori vengono indicati in ordine alfabetico.

Laura Addari (dell’Aquila ma vive e lavora a Milano) con un pregevole uso del colore reinventa sinteticamente la fiaba di Cappuccetto Rosso con in Lupo messo fin dall’inizio KO dal colpo di tacco dell’accorta bambina. Al povero aggressore così aggredito non resta, ed è il titolo dell’illustrazione, che guaire “Ahuuu”!

Michael Bardeggia (di Pesaro) con il suo surreale “Ballo di Tip e Tap” presenta, inquadrata in un eccentrico bosco, il sofisticato tip-tap dell’improbabile coppia Fred Astaire-giaguaro e Ginger Rogers-gazzella, a cui assistono indifferenti gli sparsi esemplari di un ricercato atlante di zoologia.

Michela Borean (psicologa e psicoterapeuta che vive e lavora a Trieste) trasfigura, con ironica disinvoltura, un terzetto di scollate scarpine femminili in altrettanti picchi testarossa (Melanerpes erythrocephalus) e dei loro alti e aggraziati tacchi a spillo fa solidi becchi per martellare tronchi e rami nel suo gustoso “Concerto per legni e percussioni”.

Giulia Camilla Cacciari (di Modena) propone una seducente “Notte di luna” dove primeggia un’ammaliante figura femminile, forse una maga, che con uno slanciato colpo di tacco sfiora addirittura il bianco satellite che, connivente, sta illuminando sul nostro pianeta un’essenziale rassegna di idealizzate bellezze italiche.

Gabriele Canetti (di Milano) realizza con eccellente maestria tecnica e spigliato impiego di velature un bizzarro angelo giocoliere, non proprio agilissimo, che si esibisce in una mulinante girandola di scarpine di gran classe mentre, con controllata sicurezza, sta camminando su un esile filo sospeso.

Chiara Casale (di Cervinara – AV) gioca con l’assonanza e il suo “colpo” diventa “di tango” per consentirle di zumare sul classico passo del trascinante ballo argentino, inquadrando e portando in primo piano i piedi dei danzatori, con ricercate alternanze di intensi tocchi di colore e vigorose ombre scure.

Francesca Crudele (di Bitonto – BA) intitola “Reazione chimica” l’immagine, incisiva per impostazione grafica e nettezza coloristica, di una bad girl (ragazzaccia in italiano) che stappa con un colpo di pollice il tubetto di Aspirina e con un colpo di tacco la bottiglietta di Coca Cola, alla ricerca degli effetti psichedelici promessi da una diffusa leggenda metropolitana. Ma si tratta in realtà di una fake news (notizia fasulla in italiano) perché dal mix potrà ottenere, come unico e sicuro risultato, il potenziamento degli effetti analgesici del medicinale grazie alla caffeina contenuta nella bibita.

Vincenzo Dionisio (di Napoli ma vive e lavora a Pomigliano d’Arco – NA) con una sorprendente performance nell’impiego della grafica digitale costruisce un suggestivo battello old-fashioned, allusivamente a forma di scarpa, che torreggia in faccia a una enorme luna ammaliante che getta il suo incanto su un lui e una lei, correggendo così il “colpo di tacco” in un “colpo di fulmine”.

Roberta Falsone (di Palermo ma vive e lavora a San Cataldo – CL) con la sua illustrazione, impreziosita da attenti particolari e da un’inconsueta inquadratura, attualizza il favoloso Genio della lampada che diventa “la Genio della scarpa” e fa dell’antico Aladino un contemporaneo sciuscià. E così la sorpresa del piccolo lustrascarpe di oggi, che lucidandone una vede apparirgli il prodigioso servitore, è la stessa del fortunato ragazzo delle favolose Mille e una notte.

Martina Grasso (di Catania ma vive e lavora a Bologna) coinvolge i suoi due indecifrabili ma irresistibili personaggi in uno scontro che ha provocatoriamente definito “Derby in villa”, una sfida calcistica in costume sullo sfondo di un insolito paesaggio che nulla sembra aver che fare con ville, cosa che rende ancor più avvincente l’enigmatico confronto.

Patricia Mariani (di Casaletto Ceredano – CR ma vive e lavora a Bologna) inscena con il suo rutilante pastello un ballo indiavolato in cui i danzatori sfoggiano e si scambiano un originale “colpo di tacco latino”, oggi di tendenza, al ritmo del tipico bongo suonato con le mani. Figure e colori, audacemente riecheggianti la pittura dei fauves, esaltano con rara efficacia l’interpretazione personale e la fantasia creativa del funambolico trio ballerino.

Giuliana Marigliano (di Napoli ma vive e lavora a Castel Volturno – CE) affronta con allegro umorismo uno degli aspetti meno gradevoli dei colpi di tacco: “Tacchi per la festa tutti sopra la mia testa”, si lamenta. E con graffiante partecipazione, probabilmente autobiografica, contrappone dimensioni, atteggiamenti e colori dello sguaiato e pesante saltellare del piano di sopra all’ordinato e quieto salotto dei due topini.

Madeleyn Eugenia Mendoza Màrquez (di Medellin in Colombia ma vive e lavora a Pinerolo – TO) adottando un espressivo uso dei colori e l’asciutta stilizzazione dei particolari ritrae con affettuosa e comunicativa tenerezza un bimbo solitario che dialoga con l’unico amico, il suo pallone, tamburellandolo confidenzialmente con una scarpetta.

Giada Ottone (di Cureggio – NO) realizza in digitale una brillante e acuta interpretazione del tema proposto, suggerendo un’originale “svolta evolutiva” dove il darviniano colpo di tacco è una spiritosa mutazione dalla primordiale vita acquatica a quella terrestre e già civilizzata, illustrata con simpatici pescioni in uno stupendo paesaggio.

Giorgia Pan (di Bassano del Grappa – VI) con un impetuoso impiego di pastelli e acquerelli svela l’insospettato minuscolo mondo che vive rasente il suolo dei campi ed allestisce una multicolore e frenetica esibizione di tango topesco, perché l’<anima latina> ha sonorità e ritmi coinvolgenti che possono appassionare tutti, senza preclusioni.

Chiara Pulselli (di Oristano ma vive e lavora a Bologna) accompagna lei stessa il suo intrigante e avvincente “stivale a testa in giù” con questi versi: C’era una volta una streghetta / che abitava in una scarpetta / (per dire di più, uno stivale a testa in giù)./ Non amava volare, / abitava in mezzo al mare / e dal tacco con un colpo / faceva un tuffo fino al fondo / per salutare i suoi amici balena e polpo.

Giulia Sgrò (di Pordenone ma frequenta l’Università di Lubiana – SLO) con un’accurata scelta di elementi e un’impegnativa selezione di toni e di colori definisce l’inquietante scena notturna di un crimine in atto: un’indecifrabile ombra si è delittuosamente appropriata di una scarpetta tra le tante in esposizione. Perché proprio quella? Mistero!

SCARPETTA D’ORO 2019

Si è conclusa così, per quanto attiene agli illustratori, questa ventitreesima edizione del Premio Scarpetta d’Oro e già è tempo di rivolgere l’attenzione alla prossima, la ventiquattresima, cosa che cominciamo a fare anticipando fin d’ora il tema proposto agli illustratori per il prossimo anno: Mettiti nelle mie scarpe.

Come sempre il tema, insieme alle norme del Regolamento, verrà ufficialmente fissato nel bando di Concorso e diffuso pubblicamente.

Mettiti nelle mie scarpe (put yourself in my shoes) è il modo di dire inglese che corrisponde al nostro “mettiti nei miei panni” (e cioè “prima di giudicarmi oppure se vuoi davvero aiutarmi, immedesimati nelle mie condizioni, nella mia situazione”). Un curioso modo di dire che indubbiamente, riferito alle scarpe, diventa un tema stimolante per chi voglia interpretarlo con un’immagine: chi pensiamo di invitare nelle nostre calzature? quali piedi potrebbero essere meglio dei nostri? Dove ci piacerebbe farci condurre da insoliti passi altrui?

Un titolo, quindi, su cui gli illustratori potranno liberamente sbizzarrire la loro creatività applicandola a un bene come la scarpa che è sì d’uso comune ma è allo stesso tempo così personale e intima che spesso ci porta ad affezionarcisi oltre ogni ragionevolezza.

Riflessione, questa, che non può che confermare la giusta ammirazione per un territorio, la Riviera del Brenta, così ricco d’arte e di storia e che, in più, dall’Ottocento produce calzature fra le più belle del mondo.

Guido Clericetti (Presidente della Giuria)