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Relazione del Presidente di Giuria, Guido Clericetti, a Scarpetta d’Oro 2017

Scarpetta d’Oro “A ognuno la sua scarpa”

Edizione nr. 22

SCARPETTA D’ORO 2017

Eccoci di nuovo al consueto appuntamento autunnale con Scarpetta d’Oro, il Concorso Internazionale per Illustratori promosso dall’ACRIB-Confindustria Venezia e Rovigo in collaborazione con il Consorzio Maestri Calzaturieri del Brenta.

Nato nel lontano 1995, con l’intento di avvicinare al lavoro, alla cultura e alla tradizione della calzatura bambini e ragazzi delle scuole del territorio, è ormai giunto alla ventiduesima edizione, guadagnandosi una diffusa notorietà fra gli addetti ai lavori e una crescente attenzione nel mondo della scuola.

Anche quest’anno, grazie allo stimolo del tema proposto “A ognuno la sua scarpa”, che offriva le più ampie possibilità di svolgimento, gli Illustratori partecipanti al nostro Premio hanno presentato molte opere valide, sbizzarrendosi nell’attribuire a personaggi reali o di fantasia, di ogni epoca e di ogni paese, del passato e del presente e del futuro, le calzature più appropriate o più inopportune. Fra le migliori spiccano  alcuni “gioiellini,” che ovviamente la Giuria non si è lasciata sfuggire, assegnando doverosamente premi e riconoscimenti.

Come sempre, ed è una delle più originali caratteristiche di Scarpetta d’Oro, l’illustrazione vincitrice del Primo Premio diventerà il suggerimento, destinato ai bambini e ai ragazzi delle classi delle scuole primarie e secondarie di primo livello che vorranno partecipare, per inventare e scrivere una favola originale. Il testo più efficace, scelto da un’apposita Giuria, sarà poi pubblicato a cura dei Maestri Calzaturieri del Brenta, arricchito dalle altre tavole con cui il vincitore lo illustrerà, come previsto dal regolamento.

Proprio per questo e per raggiungere quell’intendimento da cui nasce il progetto di Scarpetta d’Oro, e cioè la volontà di incentivare il legame tra le nuove generazioni e un’attività che appartiene non solo alla storia del circondario in cui stanno crescendo ma spesso alle loro stesse radici famigliari, gran parte delle scolaresche della zona visiteranno con i loro insegnanti l’esposizione delle opere vincitrici e delle altre selezionate che quest’anno sarà inaugurata al Palarcobaleno di Fossò, una delle città calzaturiere della “Riviera del Brenta”, comune che fa parte della Città Metropolitana di Venezia.

Ed ecco allora una sintetica guida dei criteri e delle valutazioni con cui la Giuria ha individuato le opere premiate, menzionate e segnalate.

I PREMIATI

PRIMO PREMIO: assegnato a Giulia Maidecchi di Cogorno (GE) per il suo attualissimo lavoro “Supervoglia di indossarle” che ben rispondendo al tema e alla condizione richiesta di un possibile sviluppo narrativo. Propone infatti un colorato quartetto di Supereroi (compreso l’orso) e anche un’Assenza Misteriosa della quale restano però le tracce: chissà quali avventure potrà suggerire questa allegra tavola che fa un po’ il verso al filone, oggi di gran moda televisiva anche fra i più piccoli, degli straordinari personaggi dotati di immaginifici superpoteri? Sicuramente ce lo racconteranno, sorprendendoci come succede ogni volta, i ragazzi delle elementari e delle medie in gara per Concorso per la favola; sarà poi compito della Giuria letteraria scegliere fra tutte la più originale perché diventi un altro dei preziosi volumetti della serie “Scarpetta d’Oro”, con nuove illustrazioni di Giulia. La quale, del resto, non è nuova a queste imprese, dato che nel 2013 ha vinto il Primo Premio della diciottesima edizione di Scarpetta d’Oro, e questa sua doppietta è un vero primato nella storia del nostro Concorso!

SECONDO PREMIO: assegnato a Adriana Luzzi di Cariati (CS) per un’esopiana tavola che con il titolo “Il ladro di scarpe” mette in scena, proprio come sul palco di un ideale teatro, i protagonisti di una piccola commedia d’intreccio quasi goldoniano, in una versione animalista nella quale possiamo però facilmente leggere i caratteri “umani”, rappresentati con un’accuratezza e una maestria davvero non comuni.

TERZO PREMIO: assegnato a Paola Montalto di Livorno che con un tratto sapientemente stilizzato e pochi colori dai toni smorzati ci presenta un maliardo e irresistibile gattone che, conscio e sicuro della propria autorità di signore dominante della casa, si sta appropriando di un nuovo possedimento, lasciando intendere a chiunque avesse da obiettare che “Questa è proprio la mia scarpa!”, come  l’autrice ha voluto esplicitamente intitolare il suo lavoro.

I PREMI SPECIALI

PREMIO FASCIA D’ETA’ DA 0 a 6 ANNI: assegnato a Vanessa Barbiero di Montegrotto Terme (PD) per la sua vivace illustrazione che si rifà a un classico passatempo per bambini: il labirinto in cui bisogna aiutare i protagonisti a raggiungere una meta. Il gioco è spiritosamente attualizzato da quattro piccoli mostriciattoli, un’etnia oggi anch’essa di gran moda televisiva e cinematografica, e sono loro alla ricerca ognuno delle proprie scarpe.

PREMIO PER L’INTERPRETAZIONE ORIGINALE DEL TEMA a Luca Pinazza di Comelico Superiore (BL) per “La scarpa della speranza”, un’opera che guarda al tema proposto con un’affettuosa ironia che rende ancor più efficaci il giudizio e il richiamo a uno dei grandi drammi del nostro tempo, davanti a cui la collettività sembra impotente e che troppi calcolano non li riguardi.

PREMIO FONDAZIONE ESPOSITO a Nicla Angiolini di Casale sul Sile (TV) che con la sua “Acquatica” ha realizzato un’enigmatica tavola in cui vaghi particolari sembrano evocare l’atmosfera di un’elusiva Venezia crepuscolare, suggerendo un racconto segreto che sta a ciascuno cercare di immaginare.

PREMIO QUALITA’ TECNICA a Daniela Miotti di Padova che con l’elegante uso di pochi colori acrilici, pennellati con grande maestria, ci dà un’inattesa versione dell’incontro di Cappuccetto Rosso con il suo Lupo che questa volta le si presenta con paio di scarpine rosse, da quell’astuto tentatore che è.

PREMIO SPERIMENTAZIONE DIGITALE a Michele Poli di Bedollo (TN) che inventa anche il nome di “Scarpondola” per il suo inquietante scarpondoliere, policromo e pluriarticolato, remeggiante vigorosamente fra acqua e nebbia, immerso con la sua bizzarra imbarcazione in una laguna preziosamente rievocata al computer. Un personaggio originalissimo che potrebbe andare lontano, con o senza la sua scarpobarca.

PREMIO PER L’IMMAGINE UMORISTICA a Valeria Egle Papetti di Pavia che con il suo “Primo appuntamento”, indubbiamente proprio il primo nella storia dell’Umanità, contraddice con arguzia la cosiddetta “teoria del gender” sottolineando la differenza biologica fra uomo e donna fin dalle scarpe di Adamo ed Eva, qui in elegante versione quasi boteriana.

LE MENZIONI

Anche per questa ventiduesima edizione di “Scarpetta d’oro”, assegnati i primi tre premi e individuati i lavori vincitori dei Premi Speciali, la Giuria ha voluto dare evidenza con una Menzione d’Onore altre quattro opere che fino all’ultimo sono state in gara per i riconoscimenti maggiori. Sono quindi segnalati i loro autori in ordine alfabetico:

Jessica Antonini di Foligno (PG) per la singolare maestria nell’uso del colore digitale e la gustosa stilizzazione del segno che paiono evocare lo stile del geniale futurista Depero.

Luca Bonora di Bologna che intitola “Due scarpe fuori posto” la sua coloratissima e animata illustrazione di una scuola materna per animali, affollata di simpaticissimi ospiti d’ogni specie, e ci sfida ad aiutarli a mettersi ognuno le sue scarpe.

Federica Crispo di Salerno, autrice del delizioso ritratto in stile retrò di un piede e una scarpa come coppia felice il giorno delle nozze: la delicatezza dei colori e del segno rendono con espressività e rara finezza l’immagine classica che rivela la delicata emozione dei due sposini.

Silvia Rossana Garavaglia di Trecate (NO) a una prima lettura sembra dare, con la ricercatezza delle stilizzazioni e l’abile gradazione di poche tinte piatte, una grazia impeccabile al facile artificio, consueto a “Scarpetta d’oro”, di abbinare animali e calzature. Ma è il titolo del suo lavoro, “Ero triste perché non avevo scarpe”, il tocco in più che ci fa cogliere, rappresentandolo volutamente quasi fuori dalla tavola, la malinconia dell’elefante scalzo. 

IN MOSTRA

Come ogni anno diverse opere, pur non avendo ottenuto premi o menzioni, si sono segnalate per il notevole livello artistico o per la straordinaria perizia tecnica o per l’originalità dell’invenzione. Vengono quindi anch’esse inserite in questo catalogo on line così come saranno in mostra dal 20 al 30 novembre 2017 presso il Politecnico Calzaturiero di Vigonza (Pd).

I nomi degli autori sono qui elencati nell’ordine in cui i loro lavori sono pervenuti alla Segreteria del Premio.

Cristina Lanotte di Campofilone (FM): ha piacevolmente abbinato alcuni bei tipi umani alle loro calzature, caricaturandoli con benevole ironia e anche divertendosi con la fluidità coloristica dell’acquerello.

Claudia Del Curto di Fano (PU): “Ho trovato la mia scarpa!” si dicono i garbati personaggi del suo strano circo, che lei rappresenta armoniosamente con un essenziale impiego di forme e colori ben studiati, ottenendo un ottimo risultato

Giada Ottone di Cureggio (NO): facendo volare le sue insolite farfalle di scarpe in un cielo morbidamente sfumato la sua bella tavola riesce a comunicare, con  ingannevole semplicità, una sorprendente sensazione di poetica leggerezza.

Maria Luisa Novelletto di Scorzè (VE): il peloso protagonista di questa inquadratura realisticamente dettagliata e realizzata con l’uso di una tecnica particolare -l’incisione calcografica- poi rifinita con pochi tocchi di matite colorate, esprime efficacemente quello che è anche il titolo del lavoro: “La ciabatta è mia!”

Lisa Fortini di Ozzano dell’Emilia (BO): pur quasi monocroma nel suo giallo ocra con poche lumeggiature bianche e rari tocchi di colore, questa immagine è così intensa da far entrare anche noi nella vecchia bottega di ciabattino di una volta. Così non ci stupiamo se, accanto all’artigiano, siede il piccolo gatto della favola in attesa dei suoi nuovi stivali.

Simona Pasqua di Foggia: “in your shoes”, che è il titolo di questa vivace tavola, è un tipico modo di dire inglese che in italiano si rende con “nei tuoi panni”. L’autrice però  ha proprio voluto significare esattamente “nelle tue scarpe”, ospitando nella possibile varietà di calzature dei tanti membri di una famiglia un tenero zoo casalingo.

Claudia Minutillo di Potenza: ci fa fissare dal suo espressivissimo cucciolo, rassegnato naufrago in un dilagante mare di scarpe abbandonate. “Qual è la tua?” sembrano chiedere i suoi occhioni, quasi colpevolizzandoci per aver contribuito anche noi a questa inciviltà che ci sta sommergendo di rifiuti e che per il futuro non promette niente bene come pungentemente allude, con un che di apocalittico, l’inquietante luce del tramonto.    

Barbara Santini di Mercatina Conca (PU): “L’allegra compagnia” che ci propone con la sua tavola dai colori così festosi raccoglie i protagonisti delle fiabe e delle favole più classiche, qui ridisegnati con una mano molto personale e tutti gioiosamente a piedi nudi sull’erba, ciascuno pronto a tornare a infilarsi le proprie caratteristiche calzature.

Stefano Vanni di Cattolica (RN): ecco un’altra maniera di abbinare animali e calzature, questa volta con una precisa attenzione allo stile di moda più adatto per l’aspetto e la personalità del soggetto, acutamente descritte e rappresentate in una tavola che è da considerare una delle più intelligenti pervenute. 

Lucia Scola di Gabicce Mare (PU): eccoci di nuovo nell’immaginario mondo delle favole ma questa volta con un sottile riferimento sociale che ben si legge nella maestria con cui, nonostante la taglia minuscola, sono evidenziati atteggiamenti ed espressioni dei tanti topolini, tutti così premurosamente intenti a compiacere Sua Maestà la gatta con il cospicuo assortimento di scarpine.

Paola Penta di Montanaro (TO): si ispira magistralmente alle ninfee di Monet questo delicato pastello che riesce, con gusto squisito, a evocare un possibile velato ricordo di un’infanzia solitaria e serena e di un lento felice ritorno verso casa, con le scarpette in mano e i piedini ancora bagnati d’acqua del lago.

Roberta Sardara di Roma: abilmente ed elegantemente caricaturati, gli animali del bosco pacificamente riuniti in questa tranquilla radura si stanno dando da fare per calzare di scarpette, tutte rosse, il grande bruco che -non a caso accanto al suo fungo- è forse una versione più amabile e socievole di quel maleducato fumatore di narghilè che Alice incontra nel Paese delle Meraviglie.

Sonia Guarniero di Valbrembo (BG): il suo “Nature shoes” è una sorta di trittico rigoroso, animato da un essenziale e calibrato schema di linee e di colori, con cui l’autrice accosta le abilità peculiari degli animali più appropriati ad altrettanti sportivi impegnati nella loro specialità: i pesci col nuotatore, il ghepardo con il velocista, lo stambecco con lo scalatore.

Isaline Conne del cantone di Vaud in Svizzera ma residente a Roma: “Strettino ma mi piace” dice l’imponente elefante dell’elegante stivaletto che il commesso-coccodrillo gli presenta con garbo. Forse perché, calzati come sono anche dagli altri personaggi della scena, si tratta di un tipo di calzature di gran moda nell’enigmatica e surreale ambientazione di questo raffinato collage.

Erika Bertoli di Torino: “Prospettiva bassa” è il titolo che l’autrice ha dato a questa penetrante panoramica di marciapiede cittadino, fissata con la rigorosa accuratezza di una fotografia ma scherzosamente perfezionata con un deciso tratto caricaturale. La impreziosiscono le ricercate gradazioni isocromatiche di sfondi e personaggi su cui risaltano i gialli delle calzature.    

Maya Cecilia Meocci Barili di El Salvador (America Centrale) ma residente a Pescia Romana (VT): c’è quasi un sintetico saggio di pedagogia nel realistico atteggiamento fissato con tanta efficacia in questo acquerello: l’emblematica e supponiamo autobiografica bimba alle prese con una difficile scelta pare suggerire maliziosamente che la scontata indecisione delle clienti nei negozi di scarpe, che sfinisce i commessi in tante vignette, è un fenomeno naturale e si manifesta, allo stato iniziale, già nell’età evolutiva.

Silvia Stecher italosvizzera residente a  Bogliasco (GE): illustra con un’immagine vigorosa il modo di dire “camminare sulle nuvole” interpretandolo anche con un persuasivo sapore di  socialità, brillantemente comunicato com’è dai diversi colori della pelle delle gambe che si alzano insieme verso il cielo. E sono forse quelle dell’autrice che, a esprimere il sereno appagamento che nasce dall’amicizia, calzano proprio due nuvolette.

SCARPETTA D’ORO 2018

Il prossimo appuntamento con gli Illustratori che intendessero partecipare al nostro Premio verrà, come sempre, indicato dal Bando che si potrà scaricare dal sito internet della Segreteria di Scarpetta d’Oro: www.scarpettadoro.org o chiedere all’e-mail info@scarpettadoro.org.

Anticipiamo però fin d’ora il titolo a cui i lavori dovranno ispirarsi: è “Colpo di tacco” che se nel calcio è l’inaspettato passaggio all’indietro della palla colpita col tallone con l’effetto di sorprendere l’avversario, in senso figurato è la mossa o la decisione o l’evento che tutt’a un tratto determinano il cambiamento di una situazione, l’improvvisa modifica di un atteggiamento, lo sconcertante mutare di opinioni e convinzioni. Un tema che può sembrare non facile ma che proprio per questo sicuramente stimolerà al meglio l’estro e la creatività degli Artisti illustratori che vorranno accettarne la sfida.

Arrivederci quindi all’anno prossimo!

Guido Clericetti