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Relazione del Presidente di Giuria, Guido Clericetti, a Scarpetta d’Oro 2015

Scarpetta d’Oro “Scarpe di luce”

Edizione nr. 20

SCARPETTA D’ORO 2015

2015 ANNO DELLA LUCE
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 2015 Anno Internazionale della luce con lo scopo di sensibilizzare nel mondo la cultura, e più in particolare la ricerca scientifica, sull’essenzialità della luce, e quindi delle tecnologie basate sulla luce, come fonte di energia nell’espansione dell’istruzione, nelle telecomunicazioni, nella salute e nell’agricoltura.
Dalla fotosintesi alle fibre ottiche, dallo studio dell’Universo alla diagnostica per immagini in medicina, dall’arte d’ogni tempo alla semplice vita quotidiana la luce è alla base della nostra civiltà.
L’intendimento dell’ONU con questa decisione è dunque la promozione dello sviluppo di nuove potenzialità e nuove tecnologie per questo bene che, come l’acqua e il cibo, è di prima necessità per l’essere umano ed è ancora oggi fondamentale per lo sviluppo sostenibile e lo sradicamento della povertà.
Ma perché proprio il 2015? Perché quest’anno cadono alcune importanti ricorrenze nella storia dello studio della luce, compresa la teoria della relatività di Einstein che risale al 1915, proprio cent’anni fa.

IL TEMA: SCARPE DI LUCE
Questa strano inizio della consueta riflessione che introduce l’analisi della risposta degli illustratori al tema proposto ogni anno e delle conseguenti scelte della Giuria in base ai noti criteri di valutazione previsti da Premio non è ingiustificato.
Un modesto segno di adesione a questa importante iniziativa ha infatti voluto essere la scelta del tema proposto quest’anno agli Illustratori per la ventesima edizione del nostro ormai affermato Premio Internazionale di illustrazione per l’infanzia: SCARPE DI LUCE. Si è pensato infatti che il successivo tradizionale invito agli allievi delle scuole del territorio della Riviera del Brenta a inventare, con la fondamentale collaborazione degli insegnanti, una favola prendendo spunto dall’illustrazione vincitrice sarebbe stata anche l’occasione per sollecitare nelle classi un approfondimento su questa “celebrazione” della luce promossa dalla grande organizzazione internazionale.

SCARPETTA D’ORO 2015
Va detto peraltro che il titolo proposto dal Bando, SCARPE DI LUCE, non è però stato particolarmente apprezzato dagli artisti illustratori, quasi tutti italiani, che hanno voluto partecipare a questa edizione del Premio: tranne diverse eccezioni, quasi tutte premiate dalla Giuria, non pochi di loro hanno “svicolato” presentando opere, anche notevoli, ma decisamente fuori tema. Tuttavia,come s’è detto, le risposte che ne hanno efficacemente centrato lo spirito non sono mancate e l’alto livello delle migliori ha più volte messo in difficoltà i giurati. Le operazioni di selezione e di attribuzione dei vari premi si sono infatti prolungate tra suggerimenti, osservazioni, controargomentazioni, ostinazioni e patteggiamenti, anche se poi, al termine dei lavori, le scelte finali sono state riconosciute di piena soddisfazione per tutti.

I VINCITORI
Veniamo quindi a questo risultato conclusivo: i vincitori, i premiati, le menzioni d’onore e infine alle opere selezionate per la Mostra e il Catalogo on line, visibile nel sito www.scarpettadoro.org.
Il Primo Premio della ventesima edizione di Scarpetta d’Oro è stato assegnato all’unanimità dalla Giuria a Roberta Santi di Padova, residente a Perarolo di Vigonza, per la sua illustrazione dal titolo “Incanto”. L’opera interpreta infatti perfettamente e con notevole efficacia tutte le caratteristiche richieste dal Premio: corrisponde con intelligenza al tema, è certamente originale, realizzata con tecnica ineccepibile e con uno stile che ben si presta alla realizzazione delle altre tavole che dovranno illustrare un racconto ad essa ispirato. Nella suggestiva scena proposta dall’autrice colpisce l’intuizione poetica della miriade di lucciole che venendo magicamente a posarsi sugli stivaletti della bimba consentiranno ai due protagonisti di muoversi con sicurezza nella notte o per tornare alla casa lontana o verso la destinazione di un loro straordinario viaggio.
II Secondo Premio è stato assegnato all’illustratore Alessandro Coppola di Palermo, residente a Mestre, che ha partecipato con la raffinata tavola “La donna nella scienza”, in cui il suo elegante omaggio a tante illustri studiose non rinuncia a un’affettuosa ironia. Con una sicura impaginazione e un sapiente uso del colore l’autore mette in scena una scalza astronoma assorta nell’attento studio di una nuova quanto improbabile costellazione che disegna nel cielo stellato un paio di allettanti “tacchi a spillo”. Un ottimo lavoro che potrebbe facilmente suggerire ai ragazzi più grandi delle scuole secondarie una bella storia attuale.
Il Terzo Premio, assegnato a Antonella Fusili di Bergamo per l’intensa tavola che ha intitolato “La scatola magica”, risponde quasi letteralmente al tema SCARPE DI LUCE. L’opera, con un taglio modernissimo e un forte gioco di colori, fa provenire da una coppia di calzature una luce misteriosa e potente la cui abbagliante luminosità sorprende e quasi scolpisce nel buio la presenza e l’espressione di chi ha aperto la scatola.

I PREMI SPECIALI
Francesco Buzzi di Ferrara grazie al suo splendido acquerello “Luci della città” ha ottenuto sia il Premio Fondazione Esposito che il Premio per la Qualità Tecnica. La preziosa e affollata illustrazione sembra voler parafrasare la famosa favola di Andersen della piccola fiammiferaia dandone un’odierna versione metropolitana ambientata in una grande città. Una sapienza tecnica raffinata ci introduce in una strada affollata di gente e di richiami isolando nel traffico congestionato della folla un bambina cenciosa e scalza tra i suoi lumini. E solo a lei, nell’indifferenza di tutti, appare un misterioso bambino anch’esso senza scarpe, che forse è un angelo.

Il Premio per la Sperimentazione digitale è andato a Susy Zanella, anch’essa di Ferrara e residente a Occhiobello, per la sua complessa tavola giocata apparentemente su pochi colori ma così sfolgorante e luminosa e con l’inaspettata apparizione, tra i rossi e i neri di piedi e scarpette, di quel magico paesaggio al tramonto che sembra richiamarci.

Come sempre una particolare attenzione è stata riservata dalla Giuria al Premio per la Fascia d’età da 0 a 6 anni che quest’anno è stato meritatamente conquistato da Erica Salmaso di Padova con la sua fascinosa tavola che è anche stata -va detto- in ballottaggio per il Primo premio. Un’illustrazione che potrebbe aprire o concludere una bella favola, con il bosco fatato dove la bimbetta protagonista trova, circondato da enigmatici stivali, un paio di scarpette che illuminano prodigiosamente la radura.

La scelta del lavoro a cui assegnare il Premio per l’Interpretazione Originale del Tema è ogni volta non facile proprio perché è l’impegno a cui si applicano tutti i concorrenti quando decidono di partecipare a Scarpetta d’Oro. Per il tema SCARPE DI LUCE ha vinto Claudio Fabris di Piove di Sacco con una interpretazione audacemente risolta in uno straordinario bianco-e-nero che si fa forte di un’impeccabile perizia grafica di grande eleganza. Sulla trama di segni sempre più fitti spiccano con un’esaltata chiarità le orme di un ignoto popolo in cammino.

Per ultimo ma non come ultimo ecco il Premio per l’Immagine Umoristica, attento riconoscimento di una particolare sensibilità, fra l’ironico e lo scherzoso, nell’affrontare il tema proposto. Per la presente edizione si è imposto Domenico Lettera di Caserta, residente a Sant’Arpino, che ha spiritosamente messo come titolo alla sua rutilante tavola un inedito “Col cuore in Suola”. Un’artigianale mongolfiera è il bizzarro veicolo d’amore tra l’innamorato e la sua bella al balcone e trasporta e illumina una scarpa, inconsueto scrigno di un cuore appassionato. Ma al di là della brillante trovata non si può non gustare tutta la scena che racconta argutamente e con affetto un verosimile angolo cittadino tipicamente italiano.

LE MENZIONI
Come sempre vengono segnalati dalla Giuria alcuni lavori che hanno riscosso un particolare interesse spiccando in modo rilevante tra le altre opere e che meritano quindi di essere messe in risalto, presentandole in rigoroso ordine alfabetico.

Chiara Bigatti di Milano partecipa con una sorta di suggestivo “mandala” a cui ha dato il titolo “Stella calzante”. E’ uno sfolgorante diagramma circolare e simmetrico raccolto attorno a uno stilizzato cerchio di eleganti scarpine che s’spira verso alle classiche immagini simboliche e spirituali del Buddismo e dell’Hinduismo, originariamente disegnate sulla sabbia.
Eleonora De Gasperi di Mirano con la sua illustrazione “Nel profondo della foresta oscura” offre un massiccio folto d’alberi, solidi nella loro severa compattezza, con cui contrastano le lucenti gabbiette appese ai rami che segnano il cammino a una minuscola “cappuccetto rosso”. La magia dello scenario riesce a evocare un’ignota favola che cattura l’attenzione e porta a scoprire che le fonti di quella luce così calda e amica sono vari tipi di calzature sospese nel bosco.
Alice Fanucchi di Lucca, residente a San Giusto di Compito che è una frazione di Capannori, con il suo “Midnight’s bath” propone un inquietante “Bagno di mezzanotte” disseminando fra le lucciole, sulla spiaggia di un mare bluissimo, le tracce del tè del Cappellaio Matto e del Coniglio Bianco, della Lepre Marzolina e di Alice, i ben noti ospiti della festa di non compleanno che ora stanno facendo una inaspettata nuotata sotto la luna. Una pregevolissima illustrazione anche se poco in tema con SCARPE DI LUCE.
Lucia Scola di Cattolica, residente a Gabicce Mare, con la sua spiritosa e insieme delicata tavola “Shoes in the sky” affida a un impeccabile uomo di mare settecentesco l’attenta esplorazione del cielo con l’antico cannocchiale e la scoperta della favolosa costellazione dello “scarpellone”, se così si può battezzare la strana scarpa-galeone che batte il pauroso jolly roger, la tradizionale bandiera dei pirati con teschio e tibie.

I SELEZIONATI
Fra le numerose opere pervenute nei termini alla segreteria di Scarpetta d’Oro la Giuria ne ha selezionate poco meno di una ventina che vengono inserite nel catalogo on line del Premio di quest’anno e che saranno esposte nella grande mostra che si terrà dal 3 al 19 novembre nella sede del Politecnico Calzaturiero a Capriccio di Vigonza (PD).
Anche in questo caso i nomi degli illustratori prescelti per il livello e l’interesse dei loro lavori vengono elencati in ordine alfabetico.

Francesca Amici di Castegnato (BS) con una studiata composizione impreziosita da un sagace uso del colore disegna un curioso personaggio che fa luce su un’armoniosa esposizione di calzature peraltro tutte autoilluminate.
Silvia Bertolino di Val Graveglia (GE) presenta una deliziosa, simpaticissima figurina che regge e osserva con trepidazione il lumino acceso in una scarpina che ricorda le antiche lucerne a olio, quasi offrendocene il calore con l’accorto uso delle sfumature.
Giorgia Broseghini di Baselga di Piné (TN) realizza un ricercato quadretto realizzato con brillante maestria grande capacità tecnica, divertendosi a contrapporre i due mondi sotto e sopra l’acqua e affidando alle efficaci espressioni delle due protagoniste un comprensibilissimo dialogo muto.
Mariagrazia Cadoni di Lucca sceglie una delicata sinfonia di colori tenui e di raffinati grigi per la sua attraente bimba addormentata nel chiarore effuso dalle scarpine ai piedi del letto, quasi che queste siano le amiche che illuminano anche i suoi sogni sereni.
Sonia Carboni è forse autobiografica mostrandoci una giovane stilista che si distrae cercando nella lucentezza della luna l’ispirazione per elaborare la linea innovativa di un originale modello di scarpa femminile, mentre la lampada che fa luce sulla scrivania pare voglia richiamarla al lavoro.
Silvia Cestari di Torino si diverte a riscrivere la preistoria offrendoci il progenitore paleolitico degli illustratori che sta disegnando su una parete della sua caverna, accanto alle più antiche pitture rupestri, anche una riconoscibile scarpa. Un’opera “futurista”, per l’epoca, che farebbe la felicità dei paleontologi.
Angela Consalvo di Casalbuono (SA) assembla nella sua raffinata tavola quasi tridimensionale una gran varietà di calzature erigendo uno straordinario edificio multicolore su cui dominano la luce di una lampadina e lo buffo di fumo di un improbabile camino.
Silvia Giordani di Montebello (VI) nella sua vivacissima opera interpreta il tema inventandosi una coppia di originali lampadine antropomorfe. Arguta la trovata di fare dei loro piedi calzati i sostegni dei filamenti nelle ampolle ed efficace la scelta di affidare all’intensità del colore l’effetto generale di una calda luminosità.
Giusi Guddemi di New York, residente a Ferrara, trasforma la scarpina di vetro che una bimba ci offre in una vera e propria lampadina che diventa così un’abbagliante fonte di luce e dà alla sua illustrazione una forte espressività comunicativa grazie al taglio dell’inquadratura.
Eleonora Lilli di Roma mette due simpaticissimi animali affettuosamente stilizzati a far da gondoliere e passeggero sull’elegante gondola che si staglia sullo sfondo rarefatto di una Venezia incantata. Il sapiente impiego delle sfumature dà un singolare risalto alla luce che risplende sulla prua e quasi si dilata all’intera composizione.
Fabio Angelo Lucatuorto di Grumo Appula (BA) suggerisce con la sua illustrazione un intero estroso racconto: due personaggi sospesi nel cielo notturno, uno in piedi su una luna fluorescente che usa le sue scarpe impiastricciate per lasciare nell’aria delle impronte lucenti e l’altro che con un convenzionale rastrello da giardino le frantuma e le dissemina nel blu dove diventano sciami di stelle.
Maria Mariano di Venezia ci mostra la passeggiata nello spazio di due piacevoli astronauti, una ragazzina e il suo cane, proprio mentre riconoscono nel cielo una curiosa costellazione a forma di stivale. La singolarità, rispetto ad altri che hanno lavorato sul medesimo spunto, è che i due stanno galleggiando proprio sopra il globo terrestre e più in particolare sul caratteristico stivale della nostra penisola.
Samuele Marini di Gradara (PU) realizza con molta sicurezza e grande padronanza tecnica una complessa composizione: sullo sfondo di un universo movimentato da turbinose nubi cosmiche e davanti alla palla di una solida luna si libra una fanciulletta che forse è una fata, fiduciosa nelle straordinarie virtù delle grandi scarpe alate, certo di qualcun’altra, in cui ha infilato i piedini.
Isabella Mariucci di Valentano (VT) realizza l’originale e inedito paesaggio di un allegro lungofiume dove i palazzi e le case sono scarpe e stivali di vivaci colori, ma è il buffo e divertente personaggio del pescatore-lampadina il delizioso protagonista dell’illustrazione: dalla sua testa accesa viene la luce che fa risaltare la bella scena sul profondo blu del cielo stellato.
Carlo Teodoro Scaramuzzino di Milano dipinge con delicatezza e grande padronanza tecnica una figurina aliena, che forse è la luna, in un vago scenario che va dall’acqua dove lei tiene i piedini calzati di conchiglie alla nuvola fitta di stelle che le fa da gonna al lontano emergere dallo sfondo di un appena accennato scenario orientaleggiante.
Sonia Sicignano di Aprilia (LT) mette insieme tante piacevoli ma enigmatiche suggestioni dominate dagli occhioni di una tondissima luna per costruire una surreale ambientazione notturna i cui di molteplici elementi fanno da complesso fondale al brillante “siparietto” in primo piano fra una bimba decisa e un baffuto signore allarmato da una scarpa luminosa.
Stefano Vanni di Cattolica (RN) con sicura perizia e percepibile sensibilità mette in scena il poetico balletto notturno di una giovanissima “étoile” in tutù che danza leggiadra in un laghetto di ninfee e con le sue scarpette luminose accende l’acqua di bagliori che da lì salgono a punteggiare le siepi di lucciole e il cielo, incorniciato dal glicine, di stelle.
Maria Cecilia Viglietti di Milano usando efficacemente un preziosismo tecnico caratterizza validamente la sua tavola in cui propone un’originale quanto inedita interpretazione del tema SCARPE DI LUCE suggerendo, con i suoi laboriosi topini, una straordinaria macchina da cucire a energia solare con cui rivoluzionare la produzione di calzature.

SCARPETTA D’ORO 2016
Ora il testimone passa agli alunni delle scuole primarie e secondarie del territorio della Riviera del Brenta e ai loro insegnanti: l’opera vincitrice, “Incanto” di Roberta Santi, è lo spunto e la suggestione da cui partire per elaborare una storia di cui questa tavola sia una delle illustrazioni. L’autrice completerà poi con altre illustrazioni il lavoro che un’apposita Giuria giudicherà migliore e adatto a diventare un libro.
Tornando alle opere qui raccolte è il caso di concludere che, come risulta evidente da questo stesso catalogo on line e dall’esposizione visitabile a Capriccio di Vigonza dei lavori premiati e tutti gli altri segnalati e selezionati, anche quest’anno 2015 la risposta degli illustratori al bando del Premio ha prodotto un’ampia gamma di interpretazioni del tema nonostante non fosse dei più facili. Segno dell’impegno e della serietà professionale di chi ha voluto partecipare ma anche conferma della stima e del valore attribuito dagli addetti ai lavori a SCARPETTA D’ORO.
E’ quindi con la tranquilla previsione di un ottimo risultato anche per la prossima edizione che l’ACRIB (Associazione Calzaturifici Riviera del Brenta) promuove il 21° Premio Internazionale di Illustrazione per l’infanzia il cui tema vuol essere anche una serena confutazione di troppo pessimismo e un incitamento a guardare con serenità al futuro: SEMPRE IN PIEDI!
Un titolo che comunque si presta anche a tante altre svariate e differenti interpretazioni, da quelle più letterali a quelle liberamente creative, da quelle più giocose a quelle che, rifacendosi all’intendimento del premio, hanno come riferimento la calzatura.
Prima di concludere è forse ancora una volta il caso di ricordare che le illustrazioni devono prestarsi a essere il possibile spunto per una narrazione originale da parte di bambini e ragazzi e nello stesso tempo essere modulabili in una serie che farà da commento al testo che verrà scelto.
Buon lavoro, quindi, e arrivederci alla prossima edizione!

Guido Clericetti