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Relazione del Presidente di Giuria, Guido Clericetti, a Scarpetta d’Oro 2013

Scarpetta d’Oro “Scarpe tra passato e futuro”

Edizione nr. 18

SCARPETTA D’ORO 2013

18^ edizione

Giunti quest’anno alla diciottesima edizione possiamo dire che ormai Scarpetta d’oro è diventata maggiorenne, come del resto da tempo confermano le molte e qualificate adesioni al Premio da parte di illustratori italiani ma anche stranieri e il crescente interesse con cui ormai viene seguito dalle scuole del territorio. E’ stato quindi raggiunto, nonostante il duro periodo che non solo la nostra economia ma tutto il Paese sta attraversando, quel traguardo a cui avevano mirato gli ideatori e i sostenitori di questa inconsueta iniziativa promozionale.

Il nostro “Premio internazionale di illustrazione per l’infanzia” aveva non a caso, per l’edizione del 2013, un titolo significativo proprio in relazione a questo diciottesimo compleanno: “Scarpe tra passato e futuro”. Le varie risposte che gli illustratori hanno dato con le loro tavole a questa provocazione si sono presentate alla Giuria con un ampio ventaglio di idee e di soluzioni tecniche che hanno richiesto un esame approfondito e una selezione particolarmente laboriosa prima di poter arrivare a una classifica finale definitiva. Il criterio guida per la scelta dei Primi Classificati è stato, come sempre, la ricerca di opere originali e suggestive che avessero in sé evidente la potenzialità di stimolare la creatività degli studenti che anche quest’anno sono invitati, guidati e sostenuti dai loro insegnanti, a inventare e scrivere una storia di cui la tavola vincitrice diverrà una delle illustrazioni del libro che sarà poi pubblicato. Ma si è voluto dare opportuni riconoscimenti anche a quei lavori che, sempre ben interpretando il tema proposto, hanno soprattutto privilegiato l’armonia compositiva o la sontuosità dei colori o l’eleganza della forma, elevandosi a un livello superiore alla media, pur alta quest’anno, delle opere pervenute. Per i Premi Speciali la Giuria si è puntualmente attenuta alle indicazioni previste dal regolamento, riconoscendo per ogni settore la realizzazione più convincente, mentre con la Menzione d’onore sono state segnalate quattro opere giudicate estremamente rilevanti per ideazione o esecuzione. Infine altri diciassette lavori di particolare buon livello sono state ritenuti meritevoli dell’inserimento nel catalogo dell’edizione 2013 di Scarpetta d’oro.

I vincitori

Premesso che sono molto diverse tra loro le valutazioni con cui la Giuria ha individuato quest’anno il Primo, Secondo e Terzo Premio di quest’anno. Il Primo Premio è stato assegnato all’opera di Giulia Maidecchi di Rapallo (Ge) che più di ogni altro lavoro presentato corrisponde, per l’alto livello di contenuto e l’efficacia della realizzazione, al tema proposto e alle finalità del Concorso. La stupore del giovanissimo visitatore di un modesto Museo che scopre che le sue semplicissime e quotidiane ciabattine da mare sono identiche alle calzature egizie di 14 secoli fa suggerisce con grazia e ironia una sottile critica al mito del Progresso e invita a una divertita riflessione sullo sfuggente significato della Storia. Un contenuto profondo, quindi, ma racchiuso in un’immagine facile e garbata in cui anche un bambino può riconoscersi e perfino immedesimarsi in un caso che potrebbe capitare anche a lui.

Per il Secondo premio è stata scelta la tavola realizzata con tecnica digitale da Emanuela Cabella di Genova, anch’essa in piena sintonia con lo spirito di Scarpetta d’oro. Il nipotino e la nonna alle prese con un moderno distributore automatico non di bibite o merendine ma di scarpe apre la riflessione a una società sempre più razionale da una parte ma anche eccessivamente riduttiva dall’altra: il tradizionale rito dell’individuazione delle calzature più adatte e preferite, così piacevole, impegnativo e personale, si riduce qui a poco più di un’occhiata prima dell’inserimento del corrispettivo e del banale premere un pulsante.

Terzo Premio all’originale lavoro di Rossella Ferro di Milano, un graffito su acetato in cui la tecnica inconsueta e lo straordinario uso dei colori valorizzano la visione avveniristica di un futuro robotizzato. Sullo sfondo di un mondo grigio e metallizzato sfilano questi allegri automi esibendo brillanti tinte vivaci di scarpe e ombrelli che sfidano le piogge acide e radioattive dei tanti ormai ben noti scenari che ci ha proposto la fantascienza.

I Premi Speciali

La Fondazione Esposito ha scelto per il suo Premio Speciale la bella tavola di Maria Cristina Benintende di Torino. L’illustratrice ha svolto con grazia ed efficacia il tema di quest’anno, “Scarpe tra passato e futuro”, con questa singolare tavola in cui, come nelle figure delle carte da gioco o in una clessidra, sono uniti e insieme contrapposti i due personaggi della streghetta e della robottina che si identificano con il passato e il futuro, ognuna di loro esibendo scarpe del suo tempo.

A Francesco Buzzi di Ferrara, uno dei pochi autori maschi che hanno concorso quest’anno, va il Premio Speciale della Giuria per la Qualità Tecnica grazie a una splendida tavola che è stata decisamente apprezzata all’unanimità dai Giurati, gareggiando per il Primo Premio. Un lavoro accuratissimo e pieno di pathos che è una parabola, con quella montagna di scarpe gettate via e il popolo di recuperanti disperati che la sta setacciando, della troppa superficialità del benessere e della troppa povertà del Terzo Mondo.

Il Premio Speciale per la Sperimentazione va di diritto a Chiara Bigatti di Milano che ha inviato al Concorso una straordinaria tavola che è insieme complessa e raffinatissima con la sua trama di scarpe d’ogni epoca e gente che compongono una sorta di mandàla di cerchi concentrici in cui precisa simmetria e morbidi colori inducono un’affascinata contemplazione.

Martina Binosi di Milano ottiene il Premio Speciale dedicato alla Fascia d’età 0-6 anni un bel lavoro in cui il passato e il futuro del tema di quest’anno si concretizzano in una simpaticissima coppia di grandi personaggi: addirittura un mammut e un elefante, due poderosi colossi che si fronteggiano, ognuno con eleganti e appropriate calzature, quasi straripando dalla tavola grazie alla grande efficacia del disegno e dei colori che ci raggiungono con formidabile impatto.

Irene Caroni di Torino riceve il Premio Speciale per l’Interpretazione Originale del Tema proposto, giusto riconoscimento al suo geniale elaborato che con impegno e precisione ci offre la sorprendente pagina di un curioso album di vecchie fotografie di famiglia. Una tavola attraente e spiritosa nel suo sapore d’antan, risultato di un lavoro attento e minuzioso in cui si fondono i classici matita e acquerelli con un modernissimo toner transfer alla nitro per un risultato davvero eccezionale.

Per l’Immagine umoristica la Giuria ha scelto di attribuire il Premio speciale a Rita Cardelli di Bologna nella cui  tavola il passato e il futuro volteggiano allegramente in altalena raffigurati in una sbarazzina damina del Settecento con parrucca e guardinfante e in una compita e meccanicissima robot, imparentata forse con il metallico Taglialegna del Mago di Oz. Un tocco in più di garbato umorismo sono anche le “umane” calzature dell’automa che rivaleggiano in grazia ed eleganza con le raffinate scarpine della dama.

Menzioni d’onore

Altri quattro fra i tanti lavori giunti quest’anno in risposta al Bando di Scarpetta d’Oro hanno particolarmente interessato i Giurati, i quali hanno quindi voluto segnalarne gli autori con la Menzione prevista dal Regolamento del Concorso. Sono, in ordine alfabetico, Raffaella Brusaglino di Torino, Alessandro Piras di Rimini, Paola Secco di Padova e la coppia Daniela Pitton – Susanna Teodoro di Torino. Surreale l’immagine di Raffaella con la serena tartaruga che muove con i suoi lenti passi un complicato marchingegno che non deve però renderla più veloce, almeno a quanto sembra dal pacato atteggiamento del suo strano cavaliere. Con la sua tavola così sintetica e concisa Alessandro ci offre un’interpretazione quasi didascalica del tema: potrebbero essere dell’Umanità queste sue due gambe in cammino, una ancora sulla sabbia delle Piramidi, l’altra già sulla polvere della Luna; torna alla mente la frase di Neil Armstrog: “Un piccolo passo per l’Uomo, un grande passo per l’Umanità”. Paola propone con un’immagine affettuosa una poetica interpretazione al femminile del divenire dell’età e dei relativi tipi di calzature: le pantofole della nonna, gli stivaletti della mamma, le scarpette col fiocco della bimba e le minuscole babbucce della nascitura. Daniela e Susanna, madre e figlia, hanno collaborato per realizzare con un sapiente uso di colori questo tenerissimo quadretto di un bimbo che dorme in una strana quanto preziosa culla di seta mentre un uccellino dispettoso gli sta disfacendo anche l’altra scarpina.

IN CATALOGO

La rassegna di tutte le opere premiate e segnalate viene completata con una serie di lavori che la Giuria ritiene meritevoli di essere inseriti nel Catalogo riassuntivo di Scarpetta d’Oro 2013, secondo l’ordine alfabetico dei loro autori.

Fabrizio Agostini di Padova tralascia il tema ma dà vita, in un elegante ambiente lacustre, a una determinata e frettolosa tartaruga che si dirige a riciclare ecologicamente il suo sacchetto di rifiuti.

Francesca Amici di Desenzano sul Garda ci offre, con una tavola che mette allegria, la magica fioritura di variopinte scarpette da un albero che cresce da un vecchio e scalcagnato scarpone a cui accorrono tante amabili donnine scalze.

Fabiana Arena, veneta di Veternigo, gremisce con grande ridondanza e un tratto estremamente decorativo vicino al deco la sua complessa illustrazione dell’evolversi delle scarpe in relazione all’età di chi le calza.

Chiara Bovolato della provincia di Torino gioca con raffinati colori e una corposità di segno per presentarci il suo straordinario e misterioso personaggio che vien voglia di conoscere meglio per la tranquilla e solida simpatia che riesce a comunicarci.

Maria Grazia Cadoni di Lucca rifà a modo suo il classico ritratto settecentesco, completo di cornice baroccheggiante, di un giovane rampollo della nobiltà in fastoso abito d’epoca, che indossa però comode e casual calzature d’oggi.

Silvia Cestari di Torino sceglie di illustrare il tema con una realistica bottega di calzolaio dove, fra scarpe e attrezzi del mestiere, il vecchio artigiano sta passando all’attento discepolo la propria esperienza e il gusto per il suo lavoro.

Cinzia Farina di Enna illustra il tema proposto con un molteplice collage che evoca con sensibilità squisita e delicata il mondo di ieri, ma le scarpine che il giovanetto d’antan si sta ammirando sono spiritosamente attualissime.

Paola Formica di Milano con un sapiente uso della tecnica digitale raccoglie nella sua illustrazione varie e dotte suggestioni su futuro e passato, dall’alieno che calza la scarpa umana di Magritte a Darwin e la scimmia al percorso evolutivo dall’antropoide all’homo sapiens, calzature comprese.

Dora Foti Sciavaliere, calabrese di Melito di Porto Salvo, sintetizza con matita e carboncino il complesso e immutabile mutare del tempo giustapponendo piede antico e piede d’oggi connotati dalle più appropriate calzature coeve come parte di un insinuante e articolato meccanismo universale.

Chiara Gabrielli, laziale di Velletri ma risiede a Cisterna Latina, racconta sinteticamente con la sua vivace illustrazione una piccola storia attraverso semplici e accurati elementi che la rendono immediatamente comprensibile: è il cagnolino che, scavando, ha portato alla luce dal passato non un tesoro ma un’imprevista e gradita sorpresa.

Irene Guerrieri di Roma realizza un vivido collage di un impatto non comune con le sue due attraenti giraffe fiorite, alle quali aggiunge un piacevole scherzo per cui la più giovane identifica il futuro nelle scarpe della madre e questa il passato nelle scarpine della figlia.

Patrizia Guerrini, marchigiana di Belforte del Chienti, interpreta il passato e il futuro del tema proposto mettendo assieme uno spassoso dinosauro e un ridente astronauta e disseminando fra loro paia di scarpe d’ogni epoca, quasi a compendiare nelle loro mutazioni il lungo cammino dell’Uomo.

Fabiola Martelli di Roma ironizza con tagliente umorismo su quanto poteva nascondersi, a suo tempo, sotto le crinoline delle trisnonne: in questo caso un paio di gambe storte e sgraziate, lontane da ogni sex-appeal ma beffardamente calzate da un paio di ordinarie e spoetizzanti scarpette tra il casual e il running.

Luca Morganti, umbro di Umbertide, ottiene un’immagine colta e ricca di pathos con un esperto assemblaggio di tecniche che vanno, come lui stesso ci informa, dalla tradizionale matita agli attualissimi fotocollage digitale e grafica vettoriale. Ottiene così un risultato indubbiamente persuasivo e di notevole classe.

Lucia Scola, romagnola di Cattolica, ha ideato con una limpida ed efficace illustrazione all’antica una vera e propria modernissima azione scenica: il soggetto è quello classico della scelta delle scarpe lunga e sfibrante, con la commessa paziente e la cliente indecisa a tutto. La cliente è però una fantascientifica robot, la commessa è addirittura il tempo con la clessidra sulla testa e l’orologio al collo e le scarpe… be’, sono d’ogni epoca e per questo la scelta dev’essere tanto difficile!

Adelaide Scotti, lombarda di Riviera d’Adda, riunisce in una spiritosa illustrazione i personaggi facilmente identificabili delle favole più note, a bordo di una grossa e solida scarpa che naviga sicura nel mare come nella fantasia e nell’immaginazione dei più piccoli ma anche di chi bambino non lo è più.

Daniele Zordan di Vicenza propone una sua interpretazione dello sbarco dell’Uomo sulla luna con una tavola che mescola varie suggestioni come la serie di orme sulla sabbia che rimandano a quelle di Venerdì scoperte da Robinson Crusoe, la scarpa che ha preso il posto del Lem e il fiume anomalo che scorre tra i crateri del nostro satellite sotto un cielo nero in cui occhieggiano coloratissime stelle.

CONCLUDENDO

Concludendo questa panoramica sui lavori più significativi pervenuti quest’anno al nostro premio possiamo dire che del non facile argomento proposto per la diciottesima edizione di “Scarpetta d’oro”, che viene ora archiviata, la gran parte dei tanti Illustratori partecipanti ha saputo darne una lettura stimolante, concentrando nei loro lavori sapienza tecnica e genialità creativa. Poiché doveva uscirne un unico vincitore la scelta è stata doverosamente fatta attenendosi ai parametri previsti dal Regolamento e con pieno e unanime convincimento della Giuria.

Il testimone passa ora ai ragazzi delle scuole della Riviera del Brenta, che vivono e crescono in un territorio che tanto deve all’attività calzaturiera. A loro e ai loro insegnanti viene affidato il lavoro primo classificato, la bella tavola di Giulia Maidecchi, e come ogni anno attendiamo tutti, con curiosità e arriverei a dire con impazienza, il miglior racconto che sapranno trarne le scuole della Riviera del Brenta e le nuove illustrazioni con cui la vincitrice saprà accompagnarlo per farne un nuovo libro di questa preziosa collana “Scarpetta d’Oro”.

LA PROSSIMA EDIZIONE

Un’ultima doverosa aggiunta: anche quest’anno, ultimati i lavori della Premiazione, la Giuria ha come in passato individuato il nuovo tema da proporre per la prossima edizione del Premio Scarpetta d’Oro, quella del 2014. Per l’anno che viene l’invito agli Illustratori è a cimentarsi su questo titolo: “I nuovi percorsi digitali”, un suggerimento ad ampio raggio che sarà sicuramente un buon punto di partenza per una ancor più ricca e variata partecipazione nazionale e internazionale al nostro Concorso.

Grazie e arrivederci

Guido Clericetti

Scrittore, autore e disegnatore

Presidente Commissione Giudicatrice