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Relazione del Presidente di Giuria, Guido Clericetti, a Scarpetta d’Oro 2012

Scarpetta d’Oro “Scarpe d’Italia”

Edizione nr. 17

SCARPETTA D’ORO 2012

Concorso SCARPETTA D’ORO 2012 – “Scarpe d’Italia”

Siamo giunti quest’anno alla diciassettesima edizione della “Scarpetta d’oro”, il premio internazionale per illustratori che l’ACRIB e il POLITECNICO CALZATURIERO hanno voluto dedicare alle scarpe e a quanti lavorano alla loro produzione nel territorio della Riviera del Brenta, e ancora una volta è stato un successo.

L’impegnata adesione di numerosi artisti, prevalentemente italiani ma anche stranieri, ha prodotto un rilevante numero di opere e, quel che più conta, davvero di ottimo livello. Non facile quindi, come sempre del resto, il compito della Giuria di selezionare e premiare le opere migliori in base alle indicazioni del Bando e allo spirito del Premio. C’è però un tale affiatamento e un’unità d’intenti fra i Giurati che le scelte definitive sono praticamente avvenute all’unanimità e starà ora al pubblico che visiterà l’esposizione delle tavole premiate, in mostra insieme alle altre giudicate degne di essere presentate, esprimere il proprio parere.

In ogni caso è proprio l’impostazione originale del Premio Scarpetta d’oro che -com’è noto – prevede che l’illustrazione vincitrice diventi anche lo spunto per suggerire alla fantasia degli scolari della Riviera del Brenta un racconto o una favola che verranno poi pubblicati corredati da altre illustrazioni dello stesso autore, ha anche quest’anno indirizzato la decisione finale della Giuria.

Il tema che era stato proposto a conclusione della scorsa edizione, SCARPE D’ITALIA, era ovviamente in sintonia con le celebrazioni per il 150° dell’Unità Nazionale e ad esso la maggioranza delle opere pervenute ha risposto con efficace creatività, alternando note pessimiste, legate ovviamente all’attuale momento socio-economico, ad altre invece più orgogliose della nostra identità storico-culturale e ad altre ancora dense di un’affettuosa interpretazione dell’Italianità più tradizionale, spesso vista attraverso le lenti di un cordiale umorismo.

Il Primo Premio, che è stato concordemente assegnato al lavoro di Francesca Di Martino, è davvero la sintesi geniale di questi diversi stati d’animo suscitati dal tema assegnato: una elegante e vivace composizione, in cui disegno e colori si integrano perfettamente, che se da una parte sottolinea tutta la fierezza e la nobiltà dell’Arma dall’altra ne mostra con tenera simpatia l’umanità e la semplicità, con un’ironia discreta e originale.

Il Secondo Premio alla suggestiva tavola di Maria Cristina Benintende è il riconoscimento dato ad un’opera di notevolissimo impatto estetico, anche se solo vagamente legata al tema, che proponendo un’Italia angelicata, bella e malinconica e semisommersa in un’acqua scura che -ci auguriamo- non debba mai arrivarle alla gola, tocca con delicatezza ma efficacemente l’attualità.

Il Terzo Premio a Giuseppina Taccone è invece l’apprezzamento della raffinata stilizzazione di alcune fra le più classiche celebrità del “popolo di poeti di artisti di eroi di santi di pensatori di scienziati di navigatori di trasmigratori”, rivisitate con un tratto piacevolissimo come bambini, glorie non più dello Stivale ma di una più modesta, anche se elegantissima, scarpetta.

Il medagliere del nostro Premio prevede, accanto alla terna dei vincitori, sei Premi Speciali, cinque dei quali a disposizione della Giuria e uno assegnato autonomamente dalla Fondazione Esposito che quest’anno ha scelto il lavoro di Patrizia Manfroi, un’illustrazione nel solco dell’iconografia risorgimentale argutamente attualizzata, con un esemplare Garibaldi che fa calzare a una giovane Italia popolana lo Stivale tricolore.

A Paola Migliari è andato invece il Premio Speciale della Giuria per la Qualità Tecnica per una tavola che affianca alle celebrazioni unitarie il prestigio del Made in Italy utilizzando il messaggio del collage come sfondo a un design impeccabile e piacevolmente attraente.

Il Premio Speciale per la Sperimentazione che la Giuria ha attribuito a Valentina Basso riconosce la coraggiosa e inedita “provocazione” con cui smitizza la familiare retorica iconografia risorgimentale dei Padri della Patria quasi cancellandoli, tranne le pettinature e le estremità calzate, con un geografico stivale per traverso.

Il lavoro di Donatella Lapadula ha giustamente meritato il Premio Speciale per un’illustrazione che possa essere destinata ai più piccoli, alla Fascia d’Età da 0 a 6 anni, con un lavoro che con efficacia e semplicità riesce a comunicare una grande positività grazie a un tratto accattivante e a un allegro quanto elegante impiego dei colori.

Assegnando il Premio Speciale per l’Interpretazione più Originale del Tema all’interpretazione che ne ha dato Luisa Gialma, la Giuria ha colto e apprezzato nella raffinata parafrasi dello stile grafico del Lontano Oriente l’amara costatazione del problema della concorrenza cinese, ben illustrata dall’esotica mangiatrice di spaghetti che insieme a quelli si sta mangiando anche tante scarpette, ovviamente  Made in Italy.

Infine, last but not least, il Premio Speciale per l’Immagine Umoristica di quest’anno spetta alla tavola di Camilla Morena che, quasi in risposta alla visione pessimista precedente, lancia alla scoperta di nuovi mondi e soprattutto di un futuro più favorevole le sue tre scarpe-caravelle, ancora una volta facendo appello alle grandezze del nostro passato.

Oltre ai premi fin qui elencati, la Giuria di questa diciassettesima edizione del Premio Scarpetta d‘Oro ha attribuito quattro Menzioni d’Onore ad altrettanti autori in riconoscimento del particolare valore delle loro opere. In ordine alfabetico l’apprezzamento è andato ai lavori di:

Emanuele Monaci per la sua spiritosa e rispettosa rilettura in chiave calzaturiera della Nascita di Venere, capolavoro di Sandro Botticelli e una delle opere più famose del Rinascimento, conservata nella Galleria degli Uffizi a Firenze.

Nicola Paci per il suo vigoroso calzolaio italico che sforna capolavori arricchendo la sua arte con nobili riferimenti classici come l’Uomo Vitruviano di Leonardo e la rinascimentale Città Ideale di Urbino.

Giorgia Pan che suggerisce come icona d’Italianità cappuccino e cornetto, e forse è proprio lei, l’Italietta, quella sparapanzata nella tazza, semicoperta dalla schiuma di latte, con i piedini che hanno appena passeggiato nella crema della brioche.

Roberta Santi con l’Italia ragazzina che ne combina una delle sue legando fra loro le stringhe degli adulti seduti, le cui calzature sono però i monumenti più famosi che identificano città e ragioni: trasparente messaggio in cui lo scherzo infantile ha in realtà ben altro significato.

I lavori degli illustratori che hanno inviato i loro lavori alla diciassettesima edizione del Premio che vengono inseriti in questo catalogo e che saranno esposti nella Mostra delle opere a disposizione delle scolaresche che vorranno visitarla sono in totale trentuno: a quelle fin qui presentate ne sono state aggiunte altre diciotto, scelte fra quelle che più sono piaciute ai vari membri della Giuria. I rispettivi autori sono qui di seguito elencati nell’ordine in cui i loro lavori sono via via pervenuti alla Segreteria di Scarpetta d’oro.

Maddalena Sodo: delicato e con un filo di bella nostalgia il suo piccolo alpino che gioca al “mondo” sventolando il Tricolore come un allegro mantello.

Milena Cavallo: divertente la sua procace Italia quasi un po’ pin-up che sta calzando compiaciuta i suoi eleganti stivali a forma di… Stivale.

Isabella Tiveron: è un omaggio agli italianissimi “spaghetti western” degli anni 60/70, film spesso a basso costo che riuscirono a guadagnarsi la stima dello stesso cinema americano e una grande popolarità in tutto il mondo.

Vittorio Iavazzo: molto raffinato il suo graffito su pellicola, bell’esempio di ricerca grafica con esiti inconsueti e, in un certo modo, anche inquietanti, perfetto per una favola alla Fratelli Grimm.

Francesca Amici: un risultato estremamente poetico ottenuto giocando con molta semplicità i colorati ritagli di un collage sull’insolito sfondo di cartone ondulato cannetè.

Paola Secco: ancora gli stivali a forma di Stivale ma in un’immagine piena di vivacità e con uno smagliante uso del colore che ripropone il Tricolore e l’azzurro di una bella giornata di festa italiana.

Daniele Zordan: una tavola sfavillante per i colori straordinariamente vividi che propone un’Olimpiade in cui anche una lumaca stravince se calza stivali a forma di Stivale.

Giacomo Loreggian: c’è qualcosa di riposante in questa Venere botticelliana che lascia la consueta conchiglia sula quale sta in piedi per rilassarsi nell’abbraccio di un morbido mocassino che la porterà in giro per il mondo.

Alice Friso: una composizione quasi astratta nella quale assumono particolare risalto gli elementi che rispondono al tema proposto: le scarpe e, suggerisce il Tricolore, l’Italia.

Chiara Rovoletto: lo spaccato del più tipico vicolo napoletano, maliziosamente racchiuso in una cornice, diventa in questo spiritoso quadretto un concentrato di classica italianità.

Nicoletta Silvestrin: una tavola tra le più geniali che unisce semplicità e profondità per inventare con grande finezza una sintesi dell’eccezionale bellezza del nostro Paese.

Marco Salogni: è la ricca e saporosa cucina italiana la protagonista di questo gagliardo ritratto di cuoco che cucina da par suo una gran padellata da cui usciranno, finite, gustosissime scarpe.

Neda Kianmehr: un angolo di strada in un qualsiasi paese del nostro Paese che potrebbe essere di ieri ma che il pallone da calcio e il tipo di scarpe appese ad asciugare dicono di oggi, ma anche questo siamo noi.

Silvia Perrone: che bel gioco mettere le scarpe alle antiche statue del museo! E ancora più bello se i nostri figli e nipoti avessero davvero questa affettuosa confidenza con il nostro grande patrimonio d’arte!

Davide De Lucia: una splendida tavola che ci ricorda come accanto al nostro grande patrimonio artistico altrettanto importante sia il patrimonio del Made in Italy, che gli stranieri sanno ammirare e apprezzare spesso molto più di noi.

Roberta Rossetti: purtroppo di questi tempi i Paesi dell’Europa Politica sono più impegnati a farsi le scarpe l’un l’altro che a fraternizzare e aiutarsi come sembra suggerire questa tenerissima illustrazione.

Diana Del Grande: un festoso sciame di aquiloni tricolore che tanti ragazzi insieme fanno allegramente volare nel cielo è un messaggio di positività e di speranza che ben interpreta lo spirito del tema.

Laura Von Husen: conclude la rassegna delle opere in catalogo, qui elencate nell’ordine in cui sono pervenute, un’altra splendida tavola che con geniale semplicità e grande capacità di sintesi ci dà una preziosa immagine della bellezza di questa nostra Italia.

Queste trentuno immagini, scelte come le migliori fra le oltre 200 che altrettanti illustratori italiani e stranieri hanno realizzato e inviato in risposta al tema proposto, Scarpe d’Italia, confermano l’alto livello delle opere che ormai da diversi anni partecipano a Scarpetta d’oro ed evidenziano come il nostro Premio Internazionale si sia ormai stabilmente affermato fra gli addetti ai lavori. Altrettanto significativa è la risposta che ogni anno arriva dalle numerose scolaresche che visitano l’esposizione finale e dalle tante classi che ispirandosi all’illustrazione vincitrice si impegnano nel farne l’immagine di una storia creata ex novo.

Lunga vita, quindi, a Scarpetta d’Oro e, soprattutto, l’augurio di sempre maggiori fortune al polo calzaturiero della Riviera del Brenta che ne è l’ispiratore e il sostenitore.

Il primo passo di questa auspicata lunga vita è, ovviamente, il bando della diciottesima edizione di Scarpetta d’Oro che fra breve l’efficiente Segreteria del Politecnico Calzaturiero comincerà a spedire e a rendere noto e a divulgare con l’efficacia di sempre. Il tema che questa volta gli Illustratori sono invitati a interpretare con la loro creatività e abilità è “Scarpe tra passato e futuro”, tema che certamente offrirà un ampio orizzonte entro cui spaziare.

E’ probabile quindi che, come del resto di anno in anno già succede, che per il prossimo 2013 ci aspetti un ancor più cospicuo numero di elaborati fra i quali scegliere il vincitore. Un augurio che ha come destinatari gli Illustratori, la Giuria, i promotori di questo straordinario Premio Internazionale e, soprattutto, i ragazzi delle scuole della Riviera del Brenta, finalità primaria di Scarpetta d’Oro per sollecitare in loro attenzione, riflessione e interesse per la ricchezza anche culturale del mondo calzaturiero che potrebbe essere, domani, il loro futuro.

Guido Clericetti

Scrittore, autore e disegnatore

Presidente Commissione Giudicatrice