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Relazione del Presidente di Giuria, Guido Clericetti, a Scarpetta d’Oro 2008

Scarpetta d’Oro “Europa in cammino”

Edizione nr. 13

SCARPETTA D’ORO 2008

“Dopo ampia discussione vengono scelte le seguenti opere” dice il Verbale della Giuria “Scarpetta d’oro” per l’edizione 2008 del premio, stilato a conclusione della riunione del 4 luglio u.s. E poche righe più sopra annota: “Si stabiliscono i seguenti criteri: rispondenza al contenuto, originalità e lontananza dagli stereotipi, tecnica, leggibilità, narratività, qualità artistica”.

L’“ampia discussione” segnalata dal Verbale nasceva proprio dall’attenta applicazione di quei criteri alle tante opere arrivate anche quest’anno, la maggior parte delle quali di notevole livello e professionalità. Peraltro il tema proposto per la tredicesima edizione, “Europa in cammino”, suggerito dall’interesse suscitato dalla nostra manifestazione in alcuni organismi competenti nell’ambito della Comunità Europea, dava un’indicazione precisa e insieme vastissima agli artisti per il loro lavoro. Da qui il ricco ventaglio di invenzioni e soggetti che hanno impegnato a fondo, come s’è detto, i componenti della Giuria nelle loro valutazioni.

Definitiva nella scelta finale è stata, anche questa volta, la puntigliosa attenzione a quanto la stessa formula del Premio richiede: l’illustrazione a cui va il Primo Premio deve essere, per i ragazzi a cui verrà proposta, lo spunto e l’argomento per la creazione di una favola nuova. Non solo: proprio perché, da regolamento, la favola che sarà poi giudicata più riuscita dalla Giuria letteraria diventerà un libro, il disegno vincitore non può essere un unicum, un’opera eccezionale ma assoluta come un quadro. E’ necessario, invece, che possa diventare una delle tavole –prima inter pares– che, insieme alle altre che l’illustratore riterrà di realizzare, commenterà e interpreterà il testo scritto dai ragazzi.

Anche avendo ben chiari tali criteri, non è stato comunque semplice individuare il vincitore di questa tredicesima edizione dati appunto il numero e il livello dei partecipanti e non sono mancati fra i Giurati ripensamenti, impuntature, obiezioni, discussioni e mediazioni, pur in un clima di cordialità e collaborazione che ha infatti permesso, a conclusione dei lavori, di raggiungere un giudizio condiviso da tutti. Tanto più che il secondo e terzo premio e i non pochi premi speciali a disposizione dal Politecnico Calzaturiero hanno dato modo di assegnare il giusto riconoscimento a tutti gli elaborati che emergevano fra gli altri per genialità, invenzione, tecnica e forza comunicativa.

All’unanimità, quindi, il Primo Premio del Premio internazionale di illustrazione per l’infanzia “Scarpetta d’oro” 2008 è stato assegnato al lavoro di Maria Cristina Marsili, una tavola che illustra con immediatezza e felicità di tratto il momento risolutivo di una storia intrigante, ancora da raccontare: dove si trova questo efficiente e ordinato deposito di scarpe divise per nazionalità? Chi sono i viaggiatori che, muniti di tagliando numerato, vengono a ritirarle? Sono le loro che recuperano dopo un viaggio o sono quelle tipiche del Paese che si accingono a visitare? A queste e alle altre domande che il bel disegno suggerisce risponderanno i ragazzi delle classi elementari che hanno scelto di partecipare al concorso “Fiabe, scarpe, parole” diretto alle scuole. Delle loro storie, vagliate dalla Giuria letteraria, una -il Primo Premio- sarà il testo che, impreziosito da questa e dalle altre illustrazioni della Vincitrice, diventerà il nuovo volume della collana che l’ACRIB e il Politecnico Calzaturiero dedicano, ormai da anni, alla cultura del proprio territorio e al lavoro di quanti, da oltre due secoli, hanno reso la produzione di scarpe della Riviera del Brenta famosa in Italia e nel mondo.

Tornando al surreale deposito di scarpe europee della tavola di Maria Cristina Marsili, illustratrice segnalata e in catalogo già lo scorso anno, sarà anche interessante vedere in che modo gli alunni della classe media la cui favola si sarà classificata al secondo posto sapranno, come vuole il regolamento, sceneggiarla, metterla in scena e rappresentarla davanti al pubblico dei coetanei nel giorno della loro premiazione.

Il misterioso e suggestivo lavoro di Ivo Petri,  anch’egli già segnalato con una menzione d’onore nella scorsa edizione, ha ottenuto meritatamente il Secondo Premio. Il suo sentiero fra mare e terra che conduce a una lontana città è segnato dalle orme colorate degli Stati nazionali di un’Europa in cammino e una solitaria, pensosa e poeticissima figurina che il vento fascia nel suo mantello -Cappuccetto Rosso? L’Europa stessa? Il futuro? Una sconosciuta testimone?- ha abbandonato le sue scarpine e sta per avviarsi anch’essa verso quella meta.

Biagio Forgione e alla sua originale invenzione è andato il Terzo Premio: con una capacità illustrativa di assoluto rilievo ha interpretato il tema con la proposta di un fantascientifico assemblaggio di tecnologia futuribile e di solidi valori del passato. Innestando alla base di una medievaleggiante sintesi del Vecchio Continente una decina di lucidi pseudopodi metallici e un curioso motore, Forgione mette fisicamente in cammino l’Europa, sullo sfondo di un paesaggio di serena bellezza che potrebbe essere un presagio.

Stabilita questa classifica, la Giuria è successivamente passata all’assegnazione dei Premi Speciali a sua disposizione. Con quello per la Qualità Tecnica ha giustamente riconosciuto l’eccellenza della tavola realizzata da Marina Marinelli, rivisitazione di una fiaba classica: “Il pifferaio di Hamelin”. Cambia il seguito del pifferaio che per i fratelli Grimm erano i topi che infestavano la cittadina tedesca, mentre qui sono graziosissimi gattini bianchi vestiti dei colori delle nazioni europee, in fila dietro un’Europa, che un po’ ricorda la Bambina dai capelli turchini di Pinocchio, intenta a suonare lo strumento che irresistibilmente li ha messi in cammino.

Il Premio Speciale per la Sperimentazione è stato conferito ad Alessia Buffolo che offre un’elegante e dinamica raffigurazione di un’Europa che corre verso il futuro e nel lungo strascico della sua gonna-mantello porta con sé i vari Stati, rappresentati qui dai loro più tipici modi di vestire e soprattutto di calzare. Un’immagine, in verità, proposta anche da altri disegnatori, come vedremo, ma qui realizzata con notevole maestria e buon gusto e valorizzata dal sapiente uso del colore unitamente a una perizia tecnica di alta qualità.

Il teatrino presentato da Federica di Poce le ha ottenuto il Premio Speciale per un’illustrazione giudicata particolarmente adatta alla fascia d’età fino ai sei anni, anche se l’intelligenza della composizione e la ricchezza delle allusioni contenutistiche vanno ben oltre l’ingenuità di questo pubblico. Ma è proprio perchè educare alla bellezza è un dovere primario che ai più piccoli si deve sempre offrire, come un questo caso, ciò che più piace anche a noi adulti perchè susciti anche in loro, proprio come per la sua semplice immediatezza accade a noi, emozione e godimento.

Per l’interpretazione più originale del tema proposto il Premio Speciale è andato -direi “inevitabilmente”- al Gioco dell’Oca di Carlo Bassanini, che ha saputo genialmente unire la forza evocativa dell’antico tavoliere con l’attualità dell’argomento a tema e con la prodigiosa perfezione esecutiva offerta dalle nuove tecnologie. Andare sempre avanti verso la meta, passo dopo passo, è ancora oggi il senso del vecchio gioco; le caselle che allora ospitavano l’oca raccolgono invece qui tutti gli Stati dell’Europa attuale e le loro bandiere, uniti da un unico lungo nastro. La precisione del segno, la nettezza del colore, l’eleganza della realizzazione attualizzano e riprendono, con un affettuoso omaggio alla nostra storia, come spiega l’autore, forma e struttura del primo Gioco dell’Oca stampato a Venezia e datato 1640.

Spiritosa e originale, la sorridente Europa in cammino di Claudia Brugnaletti le è valso il Premio Speciale della Giuria per l’immagine umoristica. Con la rosa dei venti in una mano, un fagottello avvolto nella bandiera azzurra e stellata in spalla, l’allegro personaggio avanza tra Atlantico e Mediterraneo con lo stivale d’Italia in bella evidenza. Una rappresentazione inconsueta, piena di simpatia e vivacità, quasi uno slogan visivo che riesce a comunicare efficacemente una prospettiva positiva per il futuro del nostro continente.

Come ogni anno la “Fondazione Esposito” ha scelto autonomamente l’opera a cui assegnare il proprio Premio Speciale e l’ha individuata nel soggetto della tavola presentata da Claudia Restelli: una vecchia “scarpa da pallacanestro”, come si diceva una volta, che viene con amore e perizia rinnovata e preparata ad affrontare più che un cammino addirittura una corsa verso il futuro. Il variopinto patchwork delle colorate bandiere degli Stati, presente in molti degli elaborati di quest’anno, aggiunge con sagacia una nota giovane, carica di energia ed entusiasmo.

Anche per questa tredicesima edizione della “Scarpetta d’oro” la Giuria, assegnati i primi tre premi e individuati i lavori a cui conferire i Premi Speciali previsti, ha deciso di mettere in evidenza, con una Menzione d’Onore, altre sei opere che fino all’ultimo sono state in gara per i riconoscimenti maggiori. Nell’ordine in cui i loro invii erano pervenuti alla segreteria organizzativa del Premio, sono stati quindi segnalati:

– Enrica Scurati: come una vecchia nonna ancora ricca di energia e di entusiasmo l’Europa s’incammina verso il futuro portando con sé i suoi tanti vispi nipotini, figli di quella solida civiltà i cui monumenti si intavedono in lontananza, felicemente riuniti in un’unica piccola città. Lo spirito è quello di una semplice ma cara fotografia di un album di famiglia, che spesso si torna a guardare per la serena, giocosa letizia che sempre trasmette.

– Lilia Migliorisi: la sua signora Europa è un’artista di chiara fama che tra bagagli e valigie conserva i tanti tradizionali souvenir che ha raccolto un po’ dovunque nei suoi tour. Dal mandolino italiano alla cornamusa scozzese, dalle babbucce greche all’accordeon francese e a tutte le altre evocative cianfrusaglie che la star ha riportato dai suoi viaggi, ogni oggetto trasmette l’affettuosa simpatia con cui tutto troverà il proprio posto nella casa comune.

– Rossana Berretta: anche la sua tavola propone l’idea del viaggio, ma qui è una vera e propria carovana che muove dai preziosi edifici della nostra storia verso un futuro da scoprire o conquistare. L’Europa è qui con originalità rappresentata dalla fastosa processione di bizzarri e fantasiosi personaggi, i protagonisti delle favole, delle leggende e dei miti della sua immensa tradizione, in cui si fondono e amalgamano e contaminano tante culture e sensibilità all’origine così diverse e un tempo lontane tra loro.

– Stefano Sangiorgi: elegantemente sobrio e potente l’illustratore stilizza una gagliarda pariglia di scarpe sportive, identificate dai colori dei vari Paesi europei, che trascina in cielo la slitta in cui sono stipati campanili, torri, guglie, antenne e monumenti che ne sono i simboli più riconoscibili. Il viaggio verso l’infinito si lascia alle spalle l’ormai minuscolo globo terracqueo con un impeto che, grazie al tratto netto e incisivo, sembra quasi proseguire oltre l’inquadratura della pagina.

– Andrea Andolina: descritta con attento e minuzioso iperrealismo una solida scarpa sintetizza e insieme documenta con precisione minimalista il tema di questa edizione del premio. L’Europa è solo un tocco di blu stellato sulla punta di un’anonima calzatura maschile assolutamente classica, senza fantasiosi svolazzi o cedimenti al casual o a una superficiale originalità a tutti i costi. Per camminare su una strada così importante occorrono, sembra voler dire l’autore, scarpe serie, comode e durature, perché qui non si tratta di una passeggiata ma di un cammino che dovrà portare molto, molto lontano. Va ricordato che ad Andrea Andolina è andato, lo scorso anno, il Premio Speciale “Fondazione Esposito”.

– Chiara Raineri: l’illustratrice si rivolge decisamente ai giovani destinatari del Premio e ne fa i protagonisti della sua poetica interpretazione del tema proposto. Sono infatti dei bambini che si impegnano nell’impresa davvero non facile di portare a termine l’unità europea, simboleggiata dal cerchio di stelle nel blu del cielo notturno che insieme e con difficili equilibrismi stanno cercando di completare. Forse neanche loro sanno che i tre padri dell’Europa -De Gasperi, Adenauer e Schuman- scelsero questo simbolo ispirandosi al manto azzurro della Madonna e alle dodici stelle che nell’Apocalisse Le circondano il capo, proprio per mettere l’Europa sotto la Sua protezione.

In previsione della Mostra delle Illustrazioni che, come ogni anno, verrà allestita in una delle prestigiose antiche dimore nobiliari venete, fiore all’occhiello del patrimonio storico-artistico della Riviera del Brenta, la Giuria ha ritenuto di aggiungere a quanti fin qui segnalati altri venti lavori che vengono quindi inseriti anche in questo catalogo. Sono opere che per il loro alto livello artistico e tecnico o per l’originalità dell’invenzione si sono comunque imposte all’attenzione dei Giurati nel corso dell’esame degli elaborati pervenuti e che quindi è giusto far conoscere al pubblico e agli esperti che da anni seguono con interesse il Premio “Scarpetta d’oro”. Anche in questo caso si è scelto di elencarle e commentarle qui nell’ordine con cui sono state ricevute dalla Segreteria Organizzativa.

Con un sobrio quanto sapiente uso del colore Mara Sanavio vede l’Europa come una sorta di eterea fatina che spinge di corsa, in una curiosa carrozzina montata su scarpe, una culla-braciere fiammeggiante di stelle. Di rara bellezza è l’Europa di Elma Maria Neves da Fonseca, tenera bambolina adagiata sul rosso toro dell’antico mito greco, realizzata con segno raffinato e insieme solidamente robusto, valorizzato dalle pacate scelte coloristiche. Eleonora Domenici inserisce la sua serenamente sognante Europa in cammino in un delicato gioco di contrasti tra la delicata silhouette del paesaggio e la luminaria degli astri appesi e dondolanti contro il cielo del crepuscolo. Vivace e molto mosso è il lavoro presentato da Silvia Siclari che, utilizzando con ottimi risultati disegno e collage, mescola geografia, costumi tipici, buffi cagnolini e una mongolfiera che perde calzature per ottenere un allegro e movimentato effetto d’insieme. E’ nella sicura e lavorata stesura del colore che eccelle Sara Ceccato, semplificando nel primissimo piano di una scarpa che ha per toppe le bandiere europee il tema del cammino, su uno sfondo di paesaggio pastoso e graffiato, quasi un encausto. Michela Caputo sceglie una rappresentazione romantica dell’Europa come signora-bene avvolta in trine, foulard e gonna lunga, in camino nella notte tra improbabili gatti luminescenti, seguita dallo sguardo ironico di una luna sorniona. Le giocose scarpe-mongolfiere di Marta Longhini che veleggiano sul paesaggio cariche di ragazzini felici sono anch’esse realizzate con ruspanti patchwork di bandiere degli Stati d’Europa e anche il loro è un rasserenante e diretto messaggio di positività. E’ invece il grande palloncino blu-stellato che vola verso il cielo l’unità d’Europa immaginata da Andrea Castellani, che salendo trascina con sé una colorata moltitudine di persone goffamente appese al suo filo. Vivace e  fiabesca è l’illustrazione di Odette Sacco Sonador, con un’Europa in cui terra e mare disegnano un leggero arabesco su cui posano monumenti e oggetti che identificano i vari Paesi, mentre nel cielo vegliano due angeli, un po’ clown e un po’ bamboline, sorreggendo una ghirlanda di scarpe. Debora Persico sceglie decisamente la tecnica del collage per raccontare che l’Europa in cammino è una vetturetta-stivale ma con il tetto e le tendine di una piccola casa che ospita una famigliola sorridente che viaggia nella sera verso il futuro, mentre dal camino esce un fumo di stelle. L’Europa di Maria Teresa Damele è invece una signorina pimpante, con scarpe made in Italy ai piedi, che spinge il suo carrello del supermercato in cui ha raccolto il più tipici prodotti dei vari Paesi e tutt’intorno, nella cornice del disegno, corrono lodi dei “passi”. Piero Sandano raffigura l’Europa come una bella ragazza che avanza in un prato reggendo la sua lunga e gonfia gonna sotto cui spuntano, oltre le sue, tante altre scarpette con i colori degli Stati membri dell’Unione. E’ la stessa immagine con cui Alessia Buffolo ha ottenuto, come riferito più sopra, il Premio Speciale per la Sperimentazione. Qui invece il lavoro è realizzato con un tradizionale, ancorché sapientissimo, uso dell’acquerello. Originale il soggetto realizzato con notevole abilità tecnica e un appropriato uso del colore da Cinzia Terruzzi: una schiera di bambini di oggi si è ripresa la bella Europa del mito rapita a suo tempo da Zeus mutatosi in toro, il quale ora osserva stupito il nuovo “ratto”. E’ un atleta millepiedi specialista nella corsa l’inconsueta Europa proposta da Naomi Thomas in quest’anno olimpico, un forte corridore che forse non ha potuto insidiare i primati del grande Usain Bolt soltanto perché non ha fatto in tempo ad allacciare tutte le sue scarpette, una per ogni nazione europea. L’Europa può invece essere una stravagante casa semovente su esili trampoli muniti di stivali rossi, almeno secondo Laura Martinuzzi che la colloca in un suggestivo limbo nebuloso abitata da piccoli omini bianchi intenti alle attività più curiose. Anche Silvana Cianciolo sceglie la tecnica del collage per realizzare una composizione equilibrata e movimentata insieme, con il ragazzino spalleggiato dal suo cane che fa i dispetti alla compagna giudiziosa che ha raccolto in abbondanza materiale sull’Europa, probabilmente per una ricerca scolastica sull’argomento. Ancora un pallone aerostatico è il colorato protagonista della deliziosa tavola di Enrico Bertelli che ce lo presenta con un’audace inquadratura e gli fa reggere la cesta-scarpa dei passeggeri sospesa sul nostro continente. L’Europa qui appare davvero come un’unica solida cosa, incastonata com’è nelle mosse acque blu che la circondano. La giovanissima Sara Zund ci mostra invece l’Europa, grazie a un suo bell’effetto grafico, come un verde susseguirsi di alture erbose che hanno forma di scarpe, tra le quali si snoda un sinuoso sentiero percorso da un unico solitario viaggiatore. Francesca Dafne Vignaga, già selezionata in varie edizioni del Premio “Scarpetta d’oro”, ci porta questa volta nella via di una moderna città europea in cui si muovono silenziosi personaggi con T-shirt azzurrostellate e, in primo piano, un simpatico globe-trotter che ha sulle spalle uno zaino confezionato con le diverse bandierine nazionali. Tutt’intorno, a far da cornice alla scena, la lunga vicenda dell’umanità e delle sue scarpe dalla preistoria all’oggi è raccontata in una veloce ma precisa sintesi come in un tavoliere del Monopoli. Conclude la rassegna delle opere segnalate (ultima solo perché, come s’è detto, questo è l’ordine in cui le opere sono a suo tempo arrivate alla Segreteria del Premio) Chiara Bigatti. In ogni caso la sua tavola, così essenziale e insieme precisa, così netta nei colori e nella forma come in ciò che intende dire, chiude efficacemente questo catalogo: l’elegante calzatura femminile, quasi il simbolo di quella produzione per quale la Riviera del Brenta è riconosciuta e stimata in Italia e all’estero, stampa sulla neve, o forse -meglio- sulle nuvole, un’orma attraverso cui s’intravede l’Europa.

Queste dunque, dalle premiate alle segnalate, le trentacinque opere selezionate dalla Giuria dalle oltre centosettanta con cui artisti illustratori da ogni parte d’Italia e anche dall’estero hanno risposto all’invito del tredicesimo Premio internazionale di illustrazione per l’infanzia “Scarpetta d’oro”. Come sempre al Premio farà seguito il concorso “Fiabe, scarpe, parole” rivolto alle terze, quarte e quinte elementari e alle prime e seconde medie inferiori del territorio delle Provincie di Padova e Venezia e della regione Veneto, con la possibilità anche di partecipare al Premio Schuman 2008 organizzato a Strasburgo dall’Unione Europea.

Come ormai d’uso si tratta ora di cominciare già a pensare al futuro, anticipando il tema scelto per le illustrazioni della quattordicesima edizione del Premio, tema che peraltro verrà ufficialmente fissato in un preciso e particolareggiato bando di Concorso insieme alle norme del Regolamento, e che è Scarpe da favola. Un tema ampio e come sempre aperto alla più libera creatività, ma che la Giuria suggerisce di interpretare anche alla luce di quell’interesse che il Premio ha ormai raccolto presso gli organi competenti del Parlamento Europeo e che ha già offerto agli illustratori selezionati la possibilità di esporre nella prestigiosa sede di Strasburgo e alle scuole interessate di concorrere al Premio Schuman. Scarpe da favola, quindi, per suggerire a chi vuole di spaziare nell’immenso patrimonio favolistico d’Europa e a chi lo preferisce di inventare nuove fiabe nel contesto del nostro Vecchio Continente. Scarpe da favola per invitare la creatività degli artisti a sbizzarrirsi nelle invenzioni più fantastiche per un oggetto d’uso comune ma insieme così personale ed apta mihi da affezionarcisi oltre ogni ragionevolezza. Ma anche Scarpe da favola per dichiarare una giusta ammirazione per questo territorio, la Riviera del Brenta, così ricco d’arte e di storia e che dall’Ottocento produce calzature meravigliose, fra le più belle del mondo.

Guido Clericetti

Scrittore, autore e disegnatore

Presidente Commissione Giudicatrice